La Pubblica amministrazione online va sfoltita

Autorità e normative

Sotto accusa anche i siti vetrina: bisogna fornire servizi, non mettersi in
mostra. Con la posta elettronica la Pa rispamierà 100 milioni di euro all’anno

Di siti web della Pubblica amministrazione centrale ne hanno censiti più di 616. ?Sono troppi, dobbiamo sfoltirli?, dice Beatrice Magnolfi, sottosegretario per le Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione in un’intervista al Corriere delle Comunicazioni. Sotto accusa anche i siti vetrina: ?Sul web la PA deve fornire servizi, non mettersi in mostra. Oggi i siti interattivi sono appena una ventina ?. Nel mirino della Magnolfi c’è anche la burocrazia di carta. Con un obiettivo: niente faldoni o scambi di lettere fra ministeri e uffici della pubblica amministrazione centrale, ma solo corrispondenza via email, protocolli elettronici e archivi digitali. ?Siamo al lavoro per cambiare completamente il modo di lavorare della PA centrale e c’è già una data per la nuova era digitale: 31 dicembre 2008. La rispetteremo?. Drastici cambiamenti in vista anche per le figure professionali: ?Oggi nelle piante organiche ci sono ancora i ?camminatori? o i ?motociclisti?. Il personale va utilizzato per fornire servizi ai cittadini, non per spostare buste di carta ?. Ogni anno la PA centrale si scambia 100 milioni di documenti. ?Con la posta elettronica risparmieremo 100 milioni di euro all’anno?.

Autore: ITespresso
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