La querelle Carlucci infiamma la Rete

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La proposta di Legge dell’Onorevole Gabriella Carlucci e soprattutto la sua replica ai detrattori, stanno sollevando un autentico vespaio

Il Ddl Carlucci sta diventando una saga degli equivoci. Il Blog di Nicola Mattina ha riportato un video che immortala Davide Rossi, Presidente di Univideo e nèo consigliere dell’onorevole Carlucci, parlando di “cretinismo al quadrato“. Stefano Quintarelli ha già risposto alle polemiche di Davide Rossi. Luca De Biase ha elencato le “cose che non servono all’umanità”: Internet non risolve la fame nel mondo, come avrebbe detto Rossi , ma neanche i Dvd e il Blu-ray non sfamano l’umanità. Ma nessuno li demonizza, anzi.

Ma se un onorevole nel suo Blog cita opere altrui, senza mettere o chiudere le virgolette, facendole apparire per farina del proprio sacco, è diritto di copia o mancanza di Netiquette? Il dubbio corre sul filo: “Gabriella, non si copia!“. E’ il titolo di uno spassoso Post sul blog Bioetica , che ha sezionato sotto il profilo filologicoil blog di Gabriella Carlucci, l’onorevole che ha deciso di legiferare su Internet contro l ‘anonimato online (venendo subissata da una marea di proteste da parte di blogger e addetti ai lavori ).

Tutta la querelle però nasce dal testo dell’Avvocato Davide Rossi , Presidente di Univideo, finito per diventare la base della proposta di Legge dell’onorevole Gabriella Carlucci, all’esame parlamentare. L’Onorevole Carlucci, che è contraria all’anonimato in Rete e vuole diventare la paladina del copyright (già dal precedente ruolo nella scorsa Legislatura con la famigerata Legge Urbani), avrebbe usato Rossi, servendosene come ghostwriter

(come scoperto da un file .doc); poi sul suo Blog citerebbe opere altrui, senza mettere le virgolette. Infine, un comunicato stampa di Carlucci pare che utilizzi un elenco di definizioni “riprese da Wikipedia” (come sottolinea il giurista Guido Scorza).

La querelle Carlucci sta insomma diventando l’Arte del Copia e Incolla ? La Proposta di Legge su Internet , potrebbe avere effetti perfino sulla Net Economy italiana con esiti imprevedibili: portali e operatori sarebbero costretti a chiudere, impossibilitati a vegliare sugli illeciti degli utenti. E più che un Ddl anti-pedofilia, sembra un Ddl anti-pirateria , frutto forse di un po’ troppi cut and paste, senza precisa (e dichiarata) paternità.

L’onorevole Carlucci a un sito informativo spiega che ‘Internet non deve rimanere un’isola d’anarchia’. Meglio allora imbavagliarla come in Cina e Birmania ? L’esperto di diritto Guido Scorza su un altro sito di News ha chiesto alla parlamentare Carlucci dirispettare la Rete se chiede rispetto: per lo meno, citare le fonti è segno di bon ton digitale, La Netquette non è un optional in Rete.

Leggi: Il guru Doctorow guarda con sospetto alle normative Internet italiane

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Autore: ITespresso
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