La regola dei terzi

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Una buona composizione è alla base di ogni immagine. Ecco le regole per
sfruttare l’inquadratura con la suddivisione in ?terzi?

Su come l’uomo vede gli oggetti e su come il cervello li traduce in immagini, esistono numerosi studi e pubblicazioni. Tutti sono concordi nell’affermare che il cervello organizza i vari punti del soggetto che sta osservando secondo figure geometriche semplici. In genere, la disposizione degli elementi che più appaga rispetta il principio generale della massima quiete e della massima simmetria. Il fotografo che vuole trasmettere a chi guarda le sue immagini una sensazione di bellezza, basata su ordine e simmetria, deve comporre l’inquadratura secondo questo principio. Nessun fotografo esperto nega l’importanza di una buona composizione. I professionisti sanno bene che un’immagine ben composta si impone all’attenzione più e meglio di un’immagine composta male. Tuttavia ci si deve mettere d’accordo su cosa significa composta male oppure bene. La risposta è semplice: l’immagine ben composta è quella che rispetta alcune regole generali, che non sono dettate da un capriccio estetico, ma si fondano sulla fisiologia della visione e sulle abitudini culturali. Anche chi mette l’occhio per la prima volta al mirino della macchina fotografica, spesso senza rendersene conto, applica basilari regole di composizione. È il cosiddetto ?gusto fotografico?. Non è un caso che la maggior parte dei principianti ponga il soggetto principale al centro della inquadratura. Il centro è il punto più importante e chi lo occupa sta anche ?al centro? dell’attenzione di chi guarda. Se si osservano con attenzione le fotografie altrui, si scoprirà che il medesimo soggetto, ripreso da dieci fotografi diversi, offrirà dieci inquadrature differenti. La composizione, scelta da ciascun fotografo, sarà diversa.

Autore: ITespresso
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