La regolamentazione di internet: un’Impresa impossibile

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Ritorna alla ribalta a Ginevra il vecchio ed annoso problema della
regolamentazione di Internet, se ne ridiscuterà a Tunisi nel 2005.

GINEVRA. La complessa e controversa questione della regolamentazione di Internet, che doveva essere affrontata a Ginevra nell’ambito del primo Summit mondiale sulla società dell’informazione (WSIS – World Summit on the Information Society), e’ stata rinviata alla seconda parte del vertice, che si terra’ a Tunisi nel novembre 2005. La mancanza di un accordo sulla cosiddetta Internet Governance, che si era già registrata nell’ambito delle riunioni preparatorie al Summit, ha rinviato la decisione sull’eventuale trasferimento a un organo dell’Onu del potere di controllo del Web, cosa alla quale si sono fermamente opposti gli Stati Uniti. Per Washington e altri Paesi sviluppati, e’ fondamentale che il controllo di Internet resti nell’ambito privato e non sia trasferito a un’ agenzia dell’Onu, come invece hanno proposto Cina e Brasile. I paesi firmatari hanno dichiarato che la gestione internazionale di Internet dovrebbe avvenire in modo multilaterale, trasparente e democratico, con la piena partecipazione degli Stati, del settore privato e della società civile e degli organismi internazionali. Come e’ noto Internet nasce nel 1969 come un progetto sperimentale dell’ Agenzia di Ricerche per Progetti Avanzati (ARPA) e si chiamava ARPANET. La rete collegava elaboratori e reti di elaboratori della Difesa, delle imprese operanti in quel settore e degli istituti universitari che svolgevano ricerche connesse alla Difesa. La medesima rete successivamente ha consentito ai ricercatori in tutti gli Stati Uniti di accedere direttamente e di utilizzare i superelaboratori di grandi capacita’ che si trovavano in alcune università ed istituti chiave. Nella sua evoluzione, oltre l’ originario ambito di ricerca negli Stati Uniti, verso università, società e persone in tutto il mondo, ARPANET ha preso il nome di DARPA INTERNET ed infine solo Internet. Invero, mentre ARPANET cresceva, cessando alla fine di esistere, venivano a formarsi reti simili che collegavano università, istituti di ricerca, imprese e singoli in tutto il mondo. Queste reti, sia rigide che aperte, comprendevano BITNET, CSNET, FIDONET e USENET. Nel corso degli anni queste (molte delle quali si sovrapponevano) si collegarono fra di loro consentendo agli utenti di qualsiasi degli elaboratori connessi ad una di esse di trasmettere messaggi agli utenti di altre reti. E’ questa la serie di reti collegate (che a loro volta collegano elaboratori e rete di elaboratori) oggi comunemente definita Internet. Nessun singolo ente – università, impresa, governo, istituzione non-profit – gestisce Internet. Internet non appartiene a nessuno, non e’ finanziata da istituzioni, governi o organizzazioni internazionali e non e’ un servizio commerciale. Questa realtà costituisce contemporaneamente sia la forza che la debolezza di Internet. La forza poiché tale rete planetaria non può essere soggetta a nessuna influenza esterna assumendo quindi un’ indipendenza assoluta; la debolezza poiché la sua connotazione acentrica ed in un certo senso anarchica comporta tutti quegli inconvenienti derivanti dalla mancanza di un effettivo controllo dall’alto, con la nascita di nuove fattispecie criminose. Internet non e’ un’entità fisica o tangibile, ma piuttosto una gigantesca rete che interconnette un numero infinito di gruppi più ristretti di reti informatiche collegate fra di loro. Si tratta dunque di una rete di reti. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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