Julian Assange si arrende e i sostenitori attaccano PayPal

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Arrestato a Londra Assange, capo di WikiLeaks. Ma non si ferma la sua comunità online. Attacchi Ddos a PayPal e PostFinance, siti che non hanno supportato WikiLeaks

Julian Assange, capo carismatico di WikiLeaks, il famoso sito di fughe di notizie, è appena stato arrestato a Londra: dovrà rispondere delle accuse di stupro, ma il legale si opporrà all’estradizione. Alla prima Corte di City of Westminster Assange tenterà di respingere le ragioni del mandato internazionale dell’Interpol. Ma, comunque vada, WikiLeaks non si ferma in quanto si tratta di una comunità online che va avanti anche senza il portavoce.

Nel frattempo PayPal, dopo aver deciso di staccare la spina alle donazioni di WikiLeaks, haè stato oggetto di un Distributed denial-of-service (DDoS). Lo riporta su un post Panda Security. Anche PostFinance, altro sito definito anti WikiLeaks (come Amazon), è finito nel mirino degli hacker. Su Twitter si legge un micro-post: “La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange è stata tirata giù oggi con un Ddos attack“. Anche WikiLeaks aveva subìto un potentissimo Ddos, prima che Amazon staccasse la spina. “Wikileaks è operativo. Continuiamo sulla stessa strada come prima”, ha detto il portavoce di Wikileaks, Kristinn Hrafnsson. “Qualunque sviluppo riguardo Julian Assange non cambierà i piani che abbiamo sulle diffusioni di oggi e dei prossimi giorni“.

Julian Assange
Julian Assange

Dopo che Amazon  ha chiuso la porta del cloud a WikiLeaks e PayPal sbarrato l’account, ecco che il sito delle fughe di notizie torna visibile: grazie ad un host svizzero. All’indirizzo numerico http://213.251.145.96. Wikileaks ha diversi indirizzi disponibili: Wikileaks.ch, Wikileaks.de, Wikileaks.nl, Wikileaks.fr. “Il dominio Wikileaks.org e’ stato eliminato da everydns.com dopo asseriti attacchi di massa“.  Nel messaggio c’e’ anche il link a un sito di donazioni che riporta l’invito: “Manteneteci forti“. Anche Wired Usa ha dedicato l’editoriale a WikiLeaks: “Perché Wikileaks è una buona cosa per l’America“.

Lo “scandalo WikiLeaks” sta obbligando governi, banche ed aziende a un giro di vite sulla sicurezza. La saga di WikiLeaks mette in luce la necessità di cambiare le modalità di accesso e download delle informazioni sensibili. Ma “insurance.aes256” è l’assicurazione sulla vita di WikiLeaks e di Assange: dovrebbe contenere i file trafugati su Guantanamo, BP e Bank of America, che verrebbero decritatti e messi online se accadesse il peggio.

WikiLeaks
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Autore: ITespresso
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