La rete al centro dello storage

Aziende

Sul terreno delle Storage Area Network le aziende si giocano la business continuity e la capacità di gestire il ciclo di vita dei dati aziendali. Il contributo dellinfrastruttura di rete è determinante. È un mercato per pochi vendor ad alta specializzazione

Anche se sta emergendo una domanda di soluzioni di storage in rete da parte di aziende medio piccole che sono meglio soddisfatte attualmente da soluzioni di tipo NAS (Network Attached Storage), sono le applicazioni di tipo SAN (Storage Area Network) che mettono alla prova, da un lato, le capacità dell’IT aziendale nel gestire la business continuity e l’intero ciclo di vista del dato e, dall’altro, i fornitori di apparati. L’obiettivo comune è di realizzare infrastrutture specifiche di rete “specializzate” nella gestione efficiente e veloce di grandi quantità di dati in ambienti spesso eterogenei. Business continuity significa consentire l’accesso ai dati in ogni momento, proteggere gli asset critici per il business aziendale, sincronizzare i costi di recupero dei dati con il rischio di business e il valore dell’informazione. Information Lifecycle Management significa poter gestire i dati di business lungo tutto l’arco della loro vita, dalla loro introduzione nel sistema fino alla loro cancellazione, in una modalità che ottimizzi le risorse di storage disponibili e le renda accessibili nei giusti tempi e con i giusti costi. L’IT delle aziende medio-grandi vive sotto la pressione dei costi da ridurre e delle infrastrutture da razionalizzare e rendere più efficienti. Si spiegano così le parole d’ordine del momento in area sia server che storage: consolidamento, virtualizzazione e gestione automatizzata. Secondo gli analisti di mercato, nello scorso anno la crescita di domanda di dischi da utilizzare e condividere in rete ha segnato definitivamente il passaggio verso uno storage esterno ai sistemi,cioè dai collegamenti direct attached a quelli di networked storage. Altro trend da registrare è quello verso reti SAN di tipo aperto. Altra parola d’ordine, e non sembri in contraddizione con le precedenti, è la scalabilità, un requisito costante delle nuove soluzioni. Le operazioni di riconfigurazione dei sistemi richiedono alle strutture di rete al servizio dello storage di soddisfare esigenze molto specifiche: modularità, minimo numero di componenti e gestione intelligente dei cambiamenti della rete attraverso strumenti di amministrazione semplici e sempre più intelligenti. Le SAN sono un’infrastruttura di storage collegato in rete che ha sostanzialmente lo scopo di disacoppiare i server di rete dalle loro risorse di memoria di massa. Una SAN ottiene questo scopo rendendo possibile una connettività tra qualunque server e qualunque dispositivo di storage utilizzando una tecnologia di switching su Fiber Channel comunemente chiamata SAN fabric. Le SAN hanno sì lo scopo di fornire un accesso ad alta disponibilità allo storage aziendale, ma il passo immediatamente successivo per l’utenza è quello di estendere i benefici di disponibilità dei dati al di fuori del data center realizzando applicazioni di replica dei dati su array di storage secondari con copie dei dati sincrone (in tempo reale) o asincrone (near real time). Quello delle SAN è dunque un settore specifico nel quale i player di mercato sono fatalmente pochi (IBM, Cisco, McData, Brocade Communications, SGI) e spesso impegnati in o reduci da fusioni: sempre più obbligati a collaborare tra loro e a fornire sovente soluzioni che comprendono prodotti rivali. I dati di Yankee Group relativi al fatturato dell’ultimo trimestre dello scorso 2004 e reperibili anche sul sito www.byteandswitsch.comelencano in ordine di fatturato per il prodotti di tipo Director una quota di mercato di 32,6 % per Cisco con McData e CNT (Computer Network Technology, acquisita da McData poche settimane fa) rispettivamente al 32,6% e al 9,9% e Brocade al 23,3%, mentre per gli switch Brocade (con il 57,9 %) precede decisamente McData (17,5%9) e Cisco (9,3%).

Autore: ITespresso
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