La rete delle cose

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Nuovi standard di comunicazione per applicazioni tra oggetti. Ecco ZigBee

Esiste l’informatica per le persone, ma esiste anche un’informatica per le cose. Così come esiste una connettività per le persone e una per le cose. Ma cosa succede se si mescolano queste tecnologie perdendo il confine tra persone e oggetti? Per far comunicare le cose tra loro o le persone con gli oggetti della vita quotidiana, a casa o nei luoghi pubblici, esistono alcune tecnologie di comunicazione emergenti che sono nate per indirizzare la maggior parte delle applicazioni che Bluetooth,WiFi, Ultra Wideband e telefoni cellulari non riescono a coprire. O anche per mescolarsi con facilità e in maniera non intrusiva con tutte queste tecniche di comunicazione senza fili. La tecnologia ZigBee è posizionata come un giusto compromesso tra un rate di scambio dei dati abbastanza lento (250 kbps) e un bassissimo consumo di potenza. Ma a differenza della Ultra Wideband, più veloce (fino a 480 Mbps) e ugualmente a corto raggio, dispone della capacità di creare reti di tipo mesh. Questo nuovo modo di realizzare Personal Area Network è già uno standard IEEE con la sigla 802.15.4 e opera anche sulle frequenze di 2,4 GHz. Secondo Bob Heile, presidente della ZigBee Alliance, ha tutte le potenzialità per diventare un nuovo fenomeno alla Bluetooth. Ma con alcuni plus. Heile, in Italia per la prima volta nel corso di un tour europeo per evangelizzare gli operatori ed educare il mercato sul nuovo standard, ci ricorda che la convivenza tra ZigBee e WiFi è ancora migliore di quella tra IEEE 802.11 e Bluetooth. Inoltre Bluetooth è “cento volte più complesso e la sincronizzazione richiede ricevitori ad sensibilità”. Tutto bene dunque. Ma quali sono i settori applicativi a maggiore potenzialità? Heile ne elenca alcuni che hanno più a che fare con la connettività tra cose e tra persone e cose: controllo degli edifici e building automation, sensori e attuatori per la produzione industriale, il settore medico per il monitoraggio di ambienti, pazienti e apparecchiature, la comunicazione machine to machine e la sostituzione degli RFID di tipo attivo. Molte altre applicazioni avranno a che fare con la nostra vita di tutti i giorni nelle abitazioni e con la domotica per il controllo a distanza di giocattoli, televisori ed elettrodomestici. Un altro settore interessante è quello dell’identificazione delle persone tramite ad esempio un cellulare. Uno dei membri che fanno parte della ZigBee Alliance sono i Telecom Italia Labs. Dicono gli esperti che si possono utilizzare le funzionalità di ZigBee inserite in una SIM card di un qualsiasi telefono cellulare per coniugare identificazione dell’utente e sicurezza nei micropagamenti di servizi, dal parcheggio all’accesso alla visione di film a pagamento tramite decoder TV. La ZigBee Alliance, in analogia con quanto fa la WiFi Alliance, è impegnata nel lavoro riguardante l’interoperabilità e la certificazione dei prodotti che lavorano sullo standard IEEE 802.15.4 per quanto riguarda topologia di rete, sicurezza, encryption e interfacce di programmazione. Ma che vuol dire ZigBee? Heile sorride: “Nessun folletto o re del nord Europa. Il nome richiama l’alveare e la comunicazione tra le api (in inglese bee) per la ricerca di cibo a sostegno della comunità”. La rete mesh dei dispositivi ZigBee non cade, ma “va a zigzag” e recupera le sue funzioni.

Autore: ITespresso
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