La rete mostra i muscoli

Aziende

L’emergere sempre più diffuso sul mercato della tecnologia a 10 Gigabit su Ethernet ha consentito di far fare un salto di qualità al networking.

Le applicazioni aziendali continuano ad alimentare una forte domanda di risorse di rete. Questa esplosione informativa è una sfida continua per l’IT manager alla ricerca di soluzioni efficienti per l’accesso, la gestione e la protezione dei dati. Solo la creazione di risorse condivise è la risposta strategica per l’ottenimento di questi obiettivi. La possibilità di accedere a un data center anche attraverso una rete metropolitana, oltre che per mezzo di quella interna dell’azienda, fornisce già alcuni benefici fondamentali che l’emergere sempre più diffuso sul mercato della tecnologia a 10 Gigabit su Ethernet ha potenziato consentendo di far fare un salto di qualità al networking basato sul protocollo Ethernet. Si tratta di un protocollo di trasmissione per rete locale, evoluzione di Ethernet e Fast Ethernet, che consente una velocità di 1000 Mbps. Sono lontani i tempi in cui,all’inizio degli anni Settanta, Ethernet doveva farsi strada tra gli altri protocolli di networking esistenti, che ora invece sono ormai tutti confinati in un immaginario museo dell’informatica. Con Fast Ethernet, il protocollo ha sperimentato le sue potenzialità su velocità che da 10 sono passate a 100 Megabit al secondo: è stata la via più breve e meno costosa per inserire Ethernet, dopo il desktop, nella connettività su backbone e server. Per semplicità di installazione, scalabilità, facilità di manutenzione e costi accettabili di implementazione il protocollo Ethernet è lo standard de facto per le reti aziendali e si é dimostrato in grado di crescere in velocità in funzione delle esigenze di business delle aziende. Nel 1998 un nuovo standard portava la trasmissione dei dati sulla frontiera del Gigabit al secondo. Si apriva così la strada che portava Ethernet anche al di fuori delle reti enterprise verso le reti pubbliche. Ma era ancora una volta la necessità di accrescere la larghezza di banda disponibile sul desktop, e quindi la necessità delle persone di collaborare e scambiare i dati senza sperimentare prestazioni scadenti o ritardi, a generare una spinta verso prestazioni sempre più alte nell’infrastruttura di rete. Ormai connessioni alle reti a 1 Giga lato client sono comunemente disponibili anche su PC portatili di tipo professionale: questo provoca, insieme alla mobilità del personale, una ulteriore richiesta di banda. Le aziende devono così mettere in campo larghezza di banda sempre maggiore sul backbome di rete per gestire il traffico generato da un numero sempre maggiore di utenti che operano ad alta velocità. Una task force dello IEEE ha sviluppato così un ulteriore standard di Ethernet in grado di supportare velocità fino a 10 Gigabit al secondo mettendo in grado gli utenti di adottare applicazioni basate su modelli di computing distribuito. Ancora una volta più informazioni,e più velocemente acquisite, sul client di ogni utente. La lunga storia dello standard Ethernet IEEE 802.3 si arricchisce così di nuove estensioni. Dopo la 802.3z (Gigabit Ethernet) si passa alla 802.3ae per i 10 Gibabit al secondo. Una segnalazione a parte meritano i riflessi che questo incremento di velocità ha sulle specifiche e le tecniche di cablaggio. La sigla 1000Base-T riguarda la trasmissione Gigabit Ethernet su cavi UTP di categoria 5. Ma le alte velocità stanno facendo emergere nuove soluzioni (vedi box e Network News n. 169: “Accelerazione a 10 Giga”): il gruppo di lavoro IEEE 802.3an ha definito le linee guida per lo standard 10GBase-T. Si pensa dunque a nuovi standard per cavi di categoria 6 ad alte prestazioni. Il cablaggio di tipo 5E non supporta i 10 Giga Ethernet su rame, mentre su fibra ottica lo standard esiste già ed è operativo su backbone e dorsali. Tornando agli utenti e alle loro intenzioni di sviluppo di connettività per l’infrastruttura IT, una recente ricerca di Systimax Solutions ricorda che in Italia il 66% degli IT manager interpellati prevede i 10 G sul backbone nei prossimi due anni. Il 10% ha già implementato questa tecnologia a livello di dorsale. Gli esperti valutano poi che una SAN è già in grado di saturare 6 Giga su 10. Disponibili su fibra ottica o su rame che siano, i vantaggi di una infrastruttura 10 Gigabit Ethernet dal punto di vista tecnico riguardano la modalità di funzionamento full duplex che consente di eliminare i protocolli di collision detection (CSMA/CD) utilizzati nelle precedenti versioni di Ethernet. Ma da un punto di vista dei costi non rende obsoleti i precedenti investimenti in infrastruttura di rete per la piena compatibilità con il resto delle specifiche Ethernet, con le specifiche OSI e SNMP (Simple Network Management Protocol). Si scala di larghezza di banda senza compromettere i servizi che rendono la rete intelligente, servizi come QoS, gestione della rete tramite policy, sicurezza e capacità di load balancing. È poi garantita l’interoperabilità con altre tecnoloie di rete come SONET (Synchronous Optical Network). Un ultimo punto riguarda la distanza raggiungibile con lo standard 10 Gigabit Ethernet che nei casi migliori (su fibra ottica single mode) arriva fino a 40 km conto i 5 di Gigabit Ethernet. Le LAN di campus prendono estensioni che non si possono più certamente considerare “locali” Con il decrescere dei costi per le porte Gigabit e il crescere delle loro installazioni, se non si aumenta anche la capacità del backbone di rete, i dati si possono certamente trasmettere velocemente al desktop dell’utente, ma il collo di bottiglia si sposta sull’infrastruttura core della rete. Naturalmente 10 Giga sul backbone consentono anche di fare operazioni di trunking in cui molti stream di dati di tipo Fast o Gigabit Ethernet possono essere trasmessi al desktop senza problemi di latenza o di perdita di pacchetti.

Autore: ITespresso
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