La Rete non è mai stata tanto politica: i casi Iran e Cina

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Mentre i Pasdaran iraniani se la prendono con la Rete, Hillary Clinton difende il ruolo di Twitter. La Cina invece condanna Google per la pornografia. I link per accedere a Tor, plug-in per Firefox e Proxy server per bypassare la censura online

Nell’anno delle Presidenziali Usa più Web 2.0 e Internettianedella storia recente (la vittoria di Obama nelle primarie e poi alle Presidenziali si deve anche al ruolo della Rete nella sua campagna), il Net è quanto mai politico.

Le vicende iraniane sono un esempio emblematico: Pasdaran iraniani se la prendono con il Web e fanno chiudere siti, ma spèuntano di continuo messaggi su Twitter e video su YouTube o foto su Flickr che aggirano la censura; anche Hillary Clinton difende il ruolo di Twitter: non conosceva il servizio di micro-blogging, che fece la fortuna del Presidente Obama, ma ringrazia per aver rinviato l’upgrade; hacker hanno poi oscurato i siti filo-governativi iraniani, per appoggiare le manifestazione anti-regiome e pro-democrazia dei giovani di Teheran. Inoltre i cyber-attivisti insegnano ai ragazzi e ai blogger iraniani a usare Proxy servers , Tor , plug-in per Firefox , sessioni Ssl per bypassare la censura online ed evitare di finire imbavagliati o addiritturare in carcere.

Ma la Rete è quanto mai politica anche in Cina, dove ancora non si è placato il nervosismo per il filtro sui Pc , ha condannato la versione nazionale di Google, quella famosa per piegarsi alla censura di Pechino, accusandola di “divulgare contenuti volgari e pornografici“. Il “Centro cinese di informazioni illegali su Internet” ha affermato di aver denunciato Google per la seconda volta, per via dei suoi “link pornografici”. Pechino chiede a Google grandi pulizie di primavera, per non incorrere in nuovi guai con la censura dagli occhi a mandorla.

I cinesi, vedendo in diretta la lezione iraniana, cercano contro-misure per evitare che il Web possa un giorno avere effetti dirompenti anche oltre la Grande Muraglia (e il grande firewall…).

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Autore: ITespresso
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