La Riaa accusa senza prove

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Un giudice negli Stati Uniti ha annullato una causa della Riaa contro pirati
che usano il peer2peer

UN GIUDICE negli Stati Uniti ha annullato una causa della RIAA contro pirati che usano il peer2peer. La potente associazione dell’industria discografica americana non avrebbe prodotto prove sufficienti. Che la RIAA ?ci provi? ogni volta ormai è un fatto noto. Nella sua eterna lotta al download illegale di brani musicali, non si fa scrupolo di mandar e lettere minatorie ai sospetti trasgressori con cifre da pagare per evitare di finire in tribunale. Molti pagano, ma qualche volta si arriva al processo. A questo punto anche la potente RIAA può trovarsi in difficoltà a piegarsi alla legge: a fronte di molte vittorie capita che la corte arrivi a svelare alcuni suoi bluff. È accaduto così che il giudice statunitense Rudi Brewster ha rigettato un caso per l’assenza di prove concrete dell’avvenuto illecito. Questo precedente potrebbe rendere più difficili alla RIAA i piccoli processi, in cui la raccolta di prove consistenti a carico degli accusati avrebbe un costo superiore al rimborso che l’associazione potrebbe ottenere in caso di vittoria. Altre informazioni le trovate qui(http://recordingindustryvspeople.blogspot.com/2007/09/riaa-complaint-dismissed-in-california.html).

Autore: ITespresso
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