La ricerca italiana cerca di dare un senso al Web e ai CMS

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Il 9 e il 10 dicembre, nella cornice di Amsterdam, verrà mostrato il funzionamento dei motori semantici nei CMS a cura del progetto Interactive Knowledge Stack

Il concetto di Web semantico applicato all’ambito della ricerca di informazioni è ben spiegato nel blog del progetto tutto italiano ed open source Interactive Knowledge Stack “che ha l’obiettivo di rendere  più rapida l’adozione delle tecnologie del web semantico nei sistemi di content management”.

Secondo l’approccio utilizzato dai ricercatori italiani un “motore semantico” è un software capace di estrarre significato dai documenti elettronici e di organizzarlo in maniera strutturata categorizzando documenti, suggerendo etichette (tag) appropriate, trovando documenti similari (relativi), estraendo e sottolinenando entità (ad esempio persone, libri, località, eccetera) ma anche principi significativi.

Durante questi anni sono stati sviluppati molti software web-based orientati alla ricerca e strutturazione semantica di contenuti, ma la peculiarità del software – di cui ad Amsterdam verrà presentata un’anteprima di alcuni dei suoi componenti essenziali e più innovativi – è la possibilità di utilizzarlo offline ed all’interno di un sistema di Content Management (CMS).

In occasione del lancio olandese come Incubator Project all’interno di Apache Software Foundation il laboratorio STLab-ISTC del CNR – che è il principale responsabile e l’esecutore di tutte le attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie di semantic web per la rappresentazione della conoscenza e il ragionamento automatico all’interno del progetto IKS – ha sviluppato una demo online, sperando di attirare l’attenzione di centinaia di piccole e medie aziende europee che sviluppano tecnologie per la gestione dei contenuti e della conoscenza.

Peraltro di Web semantico si sente spesso parlare, ma sono abbastanza rari gli esempi applicativi funzionanti: fra questi rientra sicuramente l’iniziativa Quintura di Yahoo! di analisi semantica delle query e dei testi sul Web, il meta-motore di ricerca Yippy! (ex Clusty) fra i primi a presentare in cluster (aggregazioni) significativi i risultati di ricerca e buon ultimo un’altra iniziativa italiana ovvero Arte.it, il motore di ricerca dell’arte anch’esso basato su tecnologia semantica per reperire le informazioni sull’arte italiana attualmente presenti sul web.

Va anche detto dopo tanti anni passati a concentrarsi quasi esclusivamente sulle potenzialità delle interfacce grafiche sono in molti a comprendere che sono proprio i contenuti a fare la differenza in termini anche di visibilità sul Web e che quindi una loro strutturazione e gestione intelligente può rappresentare un bel trampolino di lancio per chiunque vive il Web come strumento di lavoro e di affermazione professionale o culturale.

Questo progetto di ricerca rende onore all’inventiva e al genio italiano e cerca anche di collmare un clamoroso gap non solo italiano ma europeo rispetto allo scenario (anche di mercato) dei motori di ricerca che vede l’onnipresente Google fare il pieno delle attenzioni degli utenti di tutta Europa che semplicemente non hanno un’alternativa europea da provare per le loro ricerche sempre più frequenti sul Web.

I migliori auguri a questa prestigiosa iniziativa di ricerca italiana che quanto meno all’estero sta raccogliendo l’attenzione che merita sperando che sia di buon auspicio per arrivare prima o poi alla costruzione di un motore di ricerca italiano, o quanto meno europeo, che possa offrire un nuovo punto di vista del Web (di cui ricorre a giorni il ventesimo compleanno).

(Enrico Bisenzi)

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Autore: ITespresso
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