La ricetta di crescita di Softpeople

Management

L’azienda, nel corso del forum annuale 2003 dedicato al tema "L’Information Technology per le imprese: su cosa puntare", ha illustrato i risultati raggiunti e i progetti per il futuro

Soddisfare le reali esigenze sia delle Pmi sia delle aziende di maggiori dimensioni, proponendo attività di consulenza It, sviluppo e system integration, outsourcing e formazione su tutta la propria linea di offerta. È questo l’obiettivo di Softpeople ( www.softpeople.it ), società che attraverso una struttura snella e flessibile vuole garantire a imprese pubbliche e private la copertura del processo di sviluppo tecnologico-organizzativo, in accordo con gli obiettivi e il contesto specifico di ogni cliente. “Il modello Softpeople prevede una struttura compatta e flessibile organizzata in business unit”, ha detto Luciano Marini, presidente Softpeople nel corso del Softpeople annual forum 2003, organizzato lo scorso novembre a Sesto San Giovanni. “Ogni business unit gode di autonomia sull’attività del cliente, sul progetto, sul rispetto dei tempi, sul controllo dei costi. Aspetti come organizzazione, comunicazione e marketing, affari legali e finanza sono invece gestiti centralmente. La solida struttura finanziaria, l’offerta diversificata e completa garantita dalle business unit specializzate, le persone e l’approccio costituiscono una risposta efficace alle esigenze del mercato”. “Il mercato Ict in Italia ? ha proseguito Marini ? ha avuto anche quest’anno trend negativi, con una decrescita che ha coinvolto anche il segmento dei servizi. Nonostante questa situazione, il nostro modello di business risponde in modo positivo. In questo scenario, la strategia di Softpeople è quella di adattarsi alla domanda del mercato, ritagliandosi nicchie significative di operatività. L’attenzione è per la realizzazione di investimenti nelle aree di business in crescita, come outsourcing, sicurezza, Crm. L’importante è puntare su soluzioni, prodotti e servizi che abbiano ritorno per i clienti nel breve-medio periodo”. Nel 2002 Softpeople ha ottenuto una crescita del 36% sull’anno precedente, raggiungendo un fatturato di 45 milioni di euro. Per il 2003, l’obiettivo è di toccare i 55 milioni di euro, a quota +20% sullo scorso anno. Intanto nel settembre di quest’anno la crescita in termini di ricavi è stata del 23% sul medesimo periodo del 2002, mentre in ottobre il fatturato è salito del 32% sullo stesso mese dell’anno passato. “Softpeople ? ha dichiarato Marini ? riesce a crescere cinque volte di più rispetto al mercato Ict. L’intenzione, per l’anno prossimo, è quella di ottenere risultati ancora più elevati”. Giancarlo Capitani, amministratore delegato di Net Consulting, nel corso del Softpeople annual forum 2003, ha sottolineato che nel primo semestre 2003 gli investimenti It in Italia sono diminuiti del 4,4% sullo stesso periodo del 2002. Nonostante questa situazione, l’Ict ha continuato a costituire una infrastruttura importante per le aziende, anche per quelle di piccole e medie dimensioni, che spesso richiedono strumenti di gestione sempre più sofisticati. Le imprese, tuttavia, stanno cercando di ottimizzare quanto hanno in casa e di implementare nuovi progetti con un budget ridotto. Di fronte a questa realtà, è importante che i fornitori sappiano proporre soluzioni in grado di garantire ai clienti maggiore produttività, efficienza, sicurezza, affidabilità e trasparenza, sapendo essere tempestivi e capaci di recepire e creare cambiamenti. Nel medesimo tempo, all’interno dell’azienda utente, è importante che la figura del Cio (Chief information officer) si affermi come quella di una persona competente, capace di costruire un legame forte tra strategie e tecnologie e di confrontarsi con il top management. Si tratterà di saper compiere scelte non solo in base al fattore prezzo, con il rischio di acquistare soluzioni al di sotto delle aspettative, ma valutando le reali esigenze aziendali, inserendo il prodotto in una roadmap strategica. Rilevante, infine, sarà anche la capacità di instaurare un dialogo tra fornitore e cliente: la fiducia reciproca può essere un motore nel compiere scelte complesse.

Autore: ITespresso
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