La rinascita di Formula

Aziende

Gruppo Formula riprende quota e, dopo un 2005 ricco di colpi di scena, si trova ora in una posizione ideale per tener alta la bandiera del software italiano contro la sempre più agguerrita concorrenza dei colossi stranieri.

Il principale produttore italiano di pacchetti Erp festeggia il ritorno al profitto. ?Il periodo di difficoltà che ha avuto il suo culmine nel 2003 è ormai dietro alle nostre spalle, dichiara Renato Ottina, amministratore delegato di Gruppo Formula. Con la chiusura del nostro ultimo esercizio a dicembre 2005 siamo tornati in attivo, con un utile netto piccolo (43 mila euro) ma significativo, visto che l’esercizio precedente era stato chiuso con una perdita di 4,8 milioni di euro. E soprattutto è importante sottolineare che siamo tornati a crescere?. Una buona notizia per il sistema Italia, visto che Formula è rimasto l’unico produttore italiano a fronteggiare lo strapotere di Sap sulla fascia medio-alta del mercato, quello delle aziende con un fatturato tra i 30 e i 350 milioni di euro, con circa 800 clienti che aumentano di 50-60 ogni anno. ?Il mercato ci riconosce la nostra specificità di produttore nazionale, che conosce molto bene i processi, le disposizioni di legge e le pratiche di business del nostro Paese, e apprezza la nostra focalizzazione in un settore specifico del mercato, quello delle aziende medio-grandi private e assimilabili, come la sanità e le utility. Tra l’altro, questo è quello che succede in molti altri Paesi europei dove, dietro a Sap, si trova in seconda posizione il leader locale.?

Le mosse vincenti

Ma quali sono state le mosse che hanno portato Formula fuori dal tunnel? ?Innanzitutto siamo riusciti a fare un’operazione di razionalizzazione e di riequilibrio di costi e ricavi, pur in un periodo difficile per la continua erosione dei prezzi sia dei prodotti che dei servizi. Abbiamo operato alcune dismissioni di rami di azienda non strategici acquisendone contemporaneamente altri, giudicati invece sinergici con il nostro core business. Perciò ora abbiamo un’offerta molto più focalizzata. Poi abbiamo cercato un partner che ci sostenesse negli investimenti, che per una società come la nostra devono essere sempre molto elevati, pena l’uscita dal mercato. Inizialmente avevamo cercato, e trovato, un partner finanziario, i fondi Arca Impresa Gestioni SGR, Arca Merchant SpA e State Street Global Investments SGR, ma questa era, l’abbiamo sempre saputo, solo una mossa tattica. Infatti, per un’azienda come la nostra la voce investimenti riguarda due componenti distinte. La prima è rappresentata dai costi necessari per mantenere aggiornati e per migliorare continuamente i processi di business dei nostri pacchetti; da questa deriva la specificità della soluzione, ed è la principale fonte di vantaggio competitivo. La seconda comprende gli investimenti in tecnologia e consiste in ciò che si deve spendere per tenere aggiornati i prodotti dal punto di vista puramente tec- nologico. Si tratta di investimenti che non hanno una grande visibilità agli occhi del cliente medio, ma che sono comunque indispensabili. Un partner finanziario può fornirci i mezzi per investire in entrambi i campi, ma poi, alla fine, i capitali investiti devono pur tornare in cassa! Invece, con un partner tecnologico il discorso si può impostare in modo diverso, perché se concorda con la nostra strategia di prodotto ed è disposto a dividere con noi l’onere degli investimenti in tecnologia, che sono il 40-45% degli investimenti totali, allora otteniamo il beneficio di ridurre le spese?. Su questa base Formula un anno fa ha concluso un accordo con il gruppo francese Adonix, il secondo produttore Erp per il mercato medio-alto in Francia, l’analogo francese di Formula proprio come diceva Ottina, che ha acquisito l’87% del capitale del gruppo torinese grazie all’acquisizione della partecipazione dei fondi di investimento (il 13% del capitale è sul mercato quotato all’Euronext di Bruxelles).

Nasce Diapason X

A seguito di questo accordo Formula ha acquisito quel partner tecnologico tanto desiderato, e in particolare ha ottenuto l’utilizzo dei tool di sviluppo di Adonix (soluzioni particolarmente efficaci) con i quali ha cominciato senza indugi a riscrivere tutto Diapason, creando una versione chiamata Diapason X che è stata messa sul mercato da novembre 2005. ?Il nuovo ambiente di sviluppo fornisce a noi una produttività superiore, e ai clienti notevoli benefici nell’ergonomia del prodotto e miglioramenti tecnologici nell’area dei Web services?, sintetizza Ottina. La luna di miele tra Formula e Adonix è stata però disturbata dopo pochi mesi da un fatto inaspettato: l’acquisizione del gruppo francese da parte del gruppo britannico Sage (novembre 2005). Visto però che Sage non era interessata a entrare nel mercato italiano, il proprietario di Adonix ha venduto tutto il suo gruppo e si è tenuto per sé Formula. Questo fatto si è rivelato molto positivo, perché il gruppo torinese è riuscito a mantenere il diritto di utilizzare l’ambiente di sviluppo di Adonix, cha abbiamo visto essere una delle componenti principali dell’accordo precedente, e in più ha ottenuto la cessione delle operazioni in Italia di Sage, cioè di una struttura di 22 persone e 400 clienti che si sono aggiunte alla struttura di Adonix Italia (15 persone e 60 clienti, già inglobate nell’organizzazione di Formula). Da notare che le operazioni di Sage Italia si basavano principalmente sulla commercializzazione di un programma di consolidamento dei bilanci particolarmente ben fatto, di cui Formula ha acquisito i diritti per l’Italia. Pertanto, oggi Formula rappresenta la testa di ponte sul mercato italiano del gruppo Sage-Adonix con un rapporto di reciprocità nella distribuzione dei rispettivi prodotti.

All’insegna della continuità

?In definitiva non possiamo che dirci soddisfatti per come sono andate le cose, commenta Ottina. Alla fine di questo periodo di successive riorganizzazioni societarie ci troviamo a disporre di una base tecnologica molto più efficiente, abbiamo aumentato considerevolmente il numero dei nostri clienti e abbiamo la possibilità di espanderci sul mercato francese, anche se per ora questa è solo una possibilità.? Il processo di trasferimento alla nuova tecnologia non è ancora completato: ?Lo sarà entro due anni?, promette Ottina. Perciò in parallelo viene commercializzata anche la vecchia versione Diapason: la suddivisione delle vendite è al 50% per ciascuna versione. Il futuro si profila all’insegna della continuità: ?Siamo sul mercato dal ?72 – ricorda Ottina – non pochi dei nostri clienti hanno seguito con noi tutte le trasformazioni della nostra offerta e tutte le evoluzioni tecnologiche dall’architettura client/server, qualcuno addirittura dalla centralità dei mainframe, fino all’attuale organizzazione a Web Services, passando dall’architettura Web oriented. Hanno perciò potuto constatare quali sono i vantaggi di affidarsi a un produttore nazionale come noi, che sviluppa i propri prodotti in continua sintonia con i propri clienti e li supporta direttamente. Per il prossimo futuro pensiamo di mantenere questo modello di go-to-market, che ci ha dato tante soddisfazioni, anche se non è da escludere lo sviluppo di una versione di Diapason X più adatta a una fascia più bassa del mercato che potrebbe essere affidata ad una rete di distributori. Ma per ora questa è solo una possibilità?.

Autore: ITespresso
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