La riscossa di Obama riparte dalla banda larga

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Obama vuole la banda larga per tutti. Il 17 marzo Fcc svelerà il piano per portare 100 Mega in 100 milioni di case Usa e un Giga alle istituzioni

Il 17 marzo dovrebbe essere il giorno della banda larga negli Usa. Federal Communications Commission (Fcc) sta per togliere i veli al piano nazionale a stelle e strisce per la banda larga. Entro il 2020 le connessioni in banda larga negli Usa garantiranno una velocità minima e i 100 Mega verranno portati in 100 milioni di case nel giro di un decennio da ora. Negli Stati Uniti la media di velocità di connessione è sotto ai 4 Mbps.

L’era Obama, che finora si è vista sotto pressione in Afghanistan e a Washington (a causa delle difficoltà nella riforma sanitaria), potrebbe trovare nuovo slancio fra le braccia della broad band. Mentre Google dice di voler sperimentare fibra ottica da 1 Giga e Cisco presenta un router per la Rete di nuova generazione,  Fcc vorrebbe chiedere agli Isp (Internet service provider) di offrire una velocità di 100 Megabit al secondo (Mbps) per le famiglie e un Gigabit per le istituzioni governative.

Intanto, dichiara un comunicato,  “Obama auspica una nuova supremazia in tema di tecnologie e diritti ad esse collegati; supportando a spada tratta la RIAA e la MPAA, dichiarando la assoluta necessità di rendere operativa ACTA, affermando a voce alta che la tecnologia USA è preziosa e va centellinata verso l’estero. Altro che condivisione universale”.

Secondo il Financial Times, i broadcaster TV rinunceranno a una parte del loro spettro in cambio di un ritorno stimato di 50 miliardi di dollari (dal re-auctioning dell’uso nei wireless broadband network).

Autore: ITespresso
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