La roadmap di Intel a 32 nanometri

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Il Ceo Paul Otellini afferma che Intel investirà 7 miliardi di dollari per passare dai 45 ai 32 nm e aggiungere tecnologia grafica ai chip. La micro-architettura Sandy Bridge prevista nel 2010

Intel accelera verso la frontiera dei 32 nanometr i e investirà 7 miliardi di dollari per passare ai 32 nm e aggiungere tecnologia grafica e memory controller sullo stesso pezzo di silicio. Lo ha affermato il Ceo di Intel, Paul Otellini a una conferenza stampa a San Francisco.

I chip a 32-nm usano una versione modificata dell’attuale micro-architettura Nehalem, per sistema il memory controller e un nuovo chip grafico a 45-nm sullo stesso pezzo di silicio nel processore principale.

Ecco la roadmap a 32 nanometri: il primo processore a 32 nm saranno i dual core Clarkdale e Arrandale, per desktop e notebook (rispettivamente), in arrivo nel quarto trimestre; Gulftown a sei-core (six-core) è previsto nel 2010 (il processore basato su Westmere avrà un totale di 12 thread e utilizzerà il chipset

X58 Express di Intel); la versione a 32-nm di Clarkdale per server è attesa nella prima metà dell’anno prossimo per server one-socket servers; nel 2010, sarà poi la volta del chip Westmere a 32-nm per server a quattro e due socket.

Intel rilascerà la prossima micro-architettura Sandy Bridge nel 2010. Intel userà le sue fabbriche per produrre a 32 nm: due in Oregon, una in Arizona e una in New Mexico.

Nella frontiera a 45 nm, Intel sta per dare avvio alla produzione dei chip quad-core Lynnfield e Clarksfield, per desktop e laptop (rispettivamente), con due thread per core.

Per Gartner l’accelerazione di Intel per passare ai 32 nm, è di cruciale importanza: rimanere competitivi durante la recessione è fondamentale.

Autore: ITespresso
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