La Russia cracka i software di Microsoft contro i dissidenti

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Microsoft corre ai ripari per chiudere la gaffe con i dissidenti russi, presentando un nuovo piano di licensing che durerà fino al 2012 e forse oltre. Ecco cosa è successo in Russia

Microsoft ha chiesto scusa per il coinvolgimento indiretto in una brutta storia di lotta ai dissidenti attraverso software di Microsoft piratati. Ma andiamo con ordine. In un comunicato firmato dal dirigente Brad Smith Microsoft ha detto: “Ci assumiamo le nostre responsabilità. Aborriamo inequivocabilmente qualsiasi tentativo di sfruttare la proprietà intellettuale per perseguire guadagni personali o difendere posizioni politiche. Di conseguenza, ci stiamo muovendo velocemente per rimuovere qualsiasi incentivo o possibilità di intraprendere questo tipo di comportamento“.

Tutto è cominciato con uno scoop del New York Times che puntava il dito contro “nuove tattiche delle autorità russe” per mettere in prigione gruppi dissidenti. Fonti ufficiali hanno dichiarato che vengono sfruttati software Microsoft piratati per confiscare i computer dei dissidenti.

Microsoft ora corre ai ripari (per chiudere la gaffe) con un nuovo piano di licensing che durerà fino al 2012 e forse oltre. “Per impedire alle organizzazioni non governative di esser vittime di aggressioni camuffate da retate antipirateria, Microsoft creerà una licenza software unilaterale per le Organizzazini Non Governative (ONG) e Media che assicurerà che tutte le loro copie sono autorizzate gratuitamente” ha concluso Brad Smith.

Secondo una recente ricerca Idc per conto di Business Software Alliance (Bsa) afferma che, nonostante la recessione, la pirateria software nel 2009 è calata in 54 mercati dei 111 messi sotto esame, ed è aumenta solo in 19. Però tasso di pirateria a livello globale complessivamente è salito dal 41% al 43%: a causa del peso del Bric con Cina, India e Brasile che trainano la pirateria. Per ogni 100 euro investiti in software legale ne corrispondono altri 75 in software illegale.

I paesi meno pirati sono Usa (20%), Giappone e Lussemburgo (21%), quelli con il tasso più alto; Georgia, Bangladesh, Zimbabwe e Moldova, tutti sopra il 90%. Il software illegale nel 2009 ha raggiunto un valore di 51,4 miliardi di dollari, con un calo del 3% in meno rispetto al 2008: con le variazioni dei tassi di cambio, è rimasto costante. In Europa la pirateria software si attesta al 34%.In Italia si attesta al 49%.

PirateBay vista da Gizmodo
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Autore: ITespresso
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