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Ecco le prestazioni a confronto delle nuove schede basate sui processori
grafici di Ati e nVidia appena presentati

A distanza di qualche settimana nVidia e Ati hanno presentato le rispettive nuove generazioni di processori grafici per appassionati di giochi. I modelli sono siglati rispettivamente GeForce 6800 e Radeon X800 Platinum Edition ed erano conosciuti in precedenza con il nome in codice di NV40 e R420. Abbiamo provato i primi esemplari di schede con questi processori grafici e ,anche se ci sono ancora alcune piccole differenze rispetto alle versioni commercializzate, i risultati dei test si possono considerare molto interessanti. Le differenze sono riferite sostanzialmente alla scheda Ati che ha delle frequenze operative di 525 e 1150 MHz contro i 520 e 1120 MHz delle versioni finali. Diamo però prima uno sguardo alle novità introdotte con i nuovi chip. Ati Radeon X800 L’erede del Radeon 9800 XT è costituito da 160 milioni di transistor costruiti con un processo produttivo a 0,13 micron in rame e low-k, in modo da contenere la dissipazione. Le schede prevedono un punto di alimentazione aggiuntivo oltre al connettore sulla scheda madre. In termini di architettura, la Gpu utilizza sei pipeline per l’unità vertex shader, che consentono di elaborare oltre 750 milioni di vertici al secondo. Si tratta di prestazioni sostanzialmente doppie rispetto a quelle della famiglia Radeon 9800. Le maggiori innovazioni sono però legate all’unità pixel shader che utilizza 12 oppure 16 pipeline. La differenza è legata al modello, dato che esistono due versioni del processore. Il Radeon X800 Pro dispone di 12 pipeline, un engine che opera a 475 MHz e la memoria che funziona a 900 MHz. L’altro modello è invece il Radeon X800 XT Platinum Edition che usa 16 pipeline, ha un engine a 520 MHz e la memoria a 1,12 GHz. Una singola pipeline del pixel shader può gestire fino a un massimo di cinque istruzioni, e per la precisione due operazioni su vettori, due su scalari e una di indirizzamento texture. Grazie all’elevato parallelismo, complessivamente l’unità di pixel shader può elaborare fino a 80 istruzioni contemporaneamente per ogni ciclo di clock. Per le prestazioni, i valori dichiarati da Ati sono oltre 192 Giga Flop e un fill rate di oltre 8,8 Gigapixel al secondo. Dal punto di vista della memoria, i nuovi processori Ati integrano un controller per Gddr3 con un path complessivo a 256 bit suddiviso in quattro canali a 64 bit. Fra le tecnologie più interessanti utilizzate da X800 c’è sicuramente quella chiamata 3Dc. Si tratta di un nuovo metodo di compressione che consente di risparmiare larghezza di banda. In pratica permette la compressione di dati composti da due elementi con un rapporto fino a 4:1 e risulta molto più efficiente di quella Dxtc (DirectX texture compression) visto che introduce un livello molto più basso di artefatti. Questa tecnologia trova la sua applicazione ideale per la tecnica di normal map delle texture. Questa tecnica, che si prevede avrà una sempre maggiore diffusione nei giochi, permette di riprodurre oggetti molto dettagliati con un numero inferiori di poligoni 3d, ma ha lo svantaggio di consumare porzioni rilevanti della larghezza di banda della memoria video. Per le altre tecnologie, va citata la HyperZ Hd che supporta lo Z buffering gerarchico a tutte le risoluzioni (comprese quelle a 1920×1080 e 1600×1200 pixel) e può gestire fino a 32 operazioni Z/stencil per ciclo di clock. Lo Smartshader Hd supporta fino a 1536 istruzioni (512 per i vettoriali, 512 per gli scalari e 512 texture) e rappresenta una soluzione molto flessibile per la programmazione, specialmente per poter riprodurre realisticamente nei giochi aspetti come i capelli dei personaggi, la pelle oppure simulare la profondità di campo. Il Videoshader Hd fornisce, invece, i necessari strumenti per l’elaborazione video, come per esempio codifica e decodifica di Mpeg 1,2 e 4, oppure l’accelerazione per la decodifica di Wmv9 o lo scaling di risoluzioni a elevata qualità, o ancora il pixel deinterlacing adattivo. Per le altre caratteristiche, l’interfacciamento per ora è quello Agp 8x, ma è previsto in futuro il passaggio a Pci Express a 16 linee. L’I/O comprende non soltanto l’uscita Vga, ma anche il supporto per Dvi e Vivo. Sul versante del software, sono ovviamente supportate le librerie DirectX 9.0 di Microsoft e quelle OpenGL 1.5 nVidia GeForce 6800 Anche questo processore è costruito con un processo produttivo a 0,13 micron, ma conta molti più transistor di quelli Ati. Il numero infatti è di 220 milioni e comprende quelli necessari per i due Ramdac integrati a 400 MHz che permettono di raggiungere risoluzioni massime di 2048×1536 a 85 Hz di refresh. Il design della scheda prevede due punti di alimentazione supplementari. Dal punto di vista dell’architettura, nVidia ha puntato molto sulle versioni 3.0 degli shader DirectX 9.0. CineFX 3.0 mette a disposizione inoltre un engine per le texture che permette di elaborarne fino a 16 per ogni passaggio. La precisione dei floating point è di 128 bit per tutto il flusso nelle pipeline di rendering. Un’altra tecnologia disponibile è quella Hpdr (High precision dynamic range), così come quella chiamata Intellisample 3.0 mette a disposizione, fra l’altro, un filtro anisotropico 16x e tecniche di compressione lossless per texture e dati. Una ulteriore tecnologia di compressione disponibile è quella chiamata Hct (High resolution compression). Il chip è stato concepito per il supporto del bus Pci Express a 16 linee e utilizza la tecnologia Hsi (High speed interconnect) per la conversione con protocollo bidirezionale sul bus Agp 8x (è supportato il sideband addressing e la funzionalità di fast write). Per la memoria, GeForce 6800 gestisce Gddr3, con un interfacciamento a 256 bit. Dal punto di vista delle funzionalità video offerte, la gamma è molto ampia e sono supportate la codifica e decodifica Mpeg, l’accelerazione per la decodifica Wmv9, così come il deinterlaceing adattivo e lo scaling a elevata qualità. C’è anche un encoder Ntsc/pal che supporta risoluzioni fino a 1024×768. Tra le altre funzionalità da citare c’è la decodifica Dvd e Hdtv fino a risoluzioni di 1920×1080. I risultati dei test Abbiamo provato sullo stesso sistema sia le nuove schede di Ati e nVidia, sia quelle della generazione precedente, in modo da ottenere il numero maggiore di informazioni per poter fare dei confronti. La piattaforma di test è costituita da un Pc con Cpu Intel Pentium 4 a 3,2 GHz, chipset Intel 875P, 512 Mbyte di memoria di tipo Ddr400. Per il software è stato usato il sistema operativo Windows Xp con service pack 1, le librerie DirectX 9.0b e i driver Ati Catalyst in versione beta e nVidia Forceware 60.74. I test sono stati eseguiti, in più risoluzioni, con svariati giochi e i benchmark 3Dmark 2003. Sono stati abilitati per i test sa il filtro anisotropico 8x che il Full screen anti aliasing a 4x, impostazioni che, oltre a stressare i processori grafici, riproducono probabilmente meglio le condizioni reali di gioco (viste le cifre necessarie per l’acquisto delle schede (siamo intorno, verosimilmente, ai 500 Euro), è lecito attendersi che chi le compra non intenda limitarsi a usarle alle risoluzioni più basse oppure senza anti aliasing attivato). Stando ai risultati dei test su queste versioni preliminari delle schede, il salto di generazione ha prodotto dei notevoli incrementi di performance. In alcuni casi i valori sono praticamente doppi, e, trattandosi in prevalenza di giochi, significa realmente poter giocare fluidamente con tutte le impostazioni regolate al massimo delle possibilità. Per i confronti fra Ati e nVidia, invece, nella maggior parte dei test la scheda di Ati ha ottenuto punteggi migliori. Ovviamente questi risultati sono legati anche al tipo di giochi utilizzati e da quali funzioni sfruttano realmente. Per avere dei dati più completi occorrerà comunque attendere le versioni finali delle schede e i prossimi giochi che utilizzeranno gli shader in versione 3.0.

Autore: ITespresso
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