La Siae apre alla musica libera e gratuita online

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La Società italiana autori ed editori è pronta al grande salto: un registro delle opere che potranno essere gratuitamente e liberamente utilizzate su Internet con l’approvazione degli autori

Per la Siae è una svolta culturale. Per gli hacker italiani, difensori del CopyLeft da sempre, una vittoria storica. La Siae, che finora si era sempre arroccata sul classico copyright e sulla difesa ad oltranza di anacronistici bollini , apre alla musica libera e gratuita online, apre le porte a un registro delle opere che potranno essere gratuitamente e liberamente utilizzate su Internet, ovviamente con l’indicazione del rispettivi autori.

La conferma arriva da Giorgio Assumma, presente al Forum Diritto d’autore, Web e pirateria organizzato dalla Siae e dall’Ars (Assemblea Regionale Siciliana), tenutosi presso il Palazzo dei Normanni a Palermo.

Assumma afferma: “Internet è un eccezionale strumento di circolazione delle opere e la Siae non vuole in alcun modo ostacolare la libera diffusione delle stesse. E conclude: “L’autore che voglia concedere l’uso gratuito delle sue opere su Internet può chiedere alla Siae di escludere dalla sua tutela i diritti relativi alle utilizzazioni di queste opere sulle reti telematiche e di telefonia mobile o di altre forme analoghe di fruizione delle opere“.

Annunciata in un seminario al Festival della Creatività di Firenze, la possibile svolta della Siae (all’epoca solo sulla carta e in fase di studio) prendeva comunque forma già nel 2007, quando stringeva un’inedita collaborazione con Free Hardware Foundation e Liberius per scoprire il bello del CopyLeft e delle licenze Creative Commons.

All’epoca scrivevamo: “La Siae intende studiare a fondo tutte le implicazioni delle licenze generali pubbliche di diritto d’autore con alcuni diritti riservati in uso nel settore musicale.

Lo studio dell’universo CopyLeft avverrà per fasi. Il progetto ha delle Linee Guida e potrà essere seguito, grazie alla Foundation e Liberius, anche su Wiki e liste di discussione. Se la Siae saprà aprirsi ai modelli Open Source, è presto per dirlo.

Ma non ci resta che sollecitare una consultazione pubblica e la partecipazione delle varie realtà dell’associazionismo digitale, dei consumatori e degli autori interessati alla questione. Forse il Diritto d’Autore, finora ingessato in normative anarcronistiche, sapràcontaminarsi con i modelli Open e copyleft espressi dalla cultura digitale: vedremo”.

Autore: ITespresso
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