La Siae scopre il CopyLeft

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La società paladina del rigido copyright intende studiare a fondo tutte le implicazioni delle licenze generali pubbliche di diritto d’autore con alcuni diritti riservati in uso nel settore musicale

Annunciata in un seminario al Festival della Creatività di Firenze, la possibile svolta della Siae (per ora solo sulla carta e in fase di studio) prende comunque forma.

La paladina italiana del Copyright stringe un’inedita collaborazione con Free Hardware Foundation e Liberius. E scopre il bello del CopyLeft e delle licenze Creative Commons.

La Siae intende studiare a fondo tutte le implicazioni delle licenze generali pubbliche di diritto d’autore con alcuni diritti riservati in uso nel settore musicale.

Lo studio dell’universo CopyLeft avverrà per fasi. Il progetto ha delle Linee Guida e potrà essere seguito, grazie alla Foundation e Liberius, anche su Wiki e liste di discussione. Se la Siae saprà aprirsi ai modelli Open Source, è presto per dirlo.

Ma non ci resta che sollecitare una consultazione pubblica e la partecipazione delle varie realtà dell’associazionismo digitale, dei consumatori e degli autori interessati alla questione. Forse il Diritto d’Autore, finora ingessato in normative anarcronistiche, sapràcontaminarsi con i modelli Open e copyleft espressi dalla cultura digitale: vedremo.

Autore: ITespresso
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