La sicurezza NON va in vacanza, cinque consigli per i viaggiatori

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Una ricerca Webroot evidenzia le differenze di comportamento tra Baby Boomers e Millenials. Con i primi più attenti e consapevoli per quanto riguarda la privacy. I consigli per l’estate invece valgono per tutti

WebRoot infograficaWebroot ha commissionato un’interessante ricerca, condotta a maggio di quest’anno su un campione limitato di Millenials (201 nati tra il 1992 e 11 settembre 2001) e i Baby Boomers (204 nati tra il 1945 e il 1964), per evidenziare le differenze di comportamento nelle pratiche di sicurezza informatica, durante i viaggi.

Si voleva esaminare il rapporto diverso tra le due generazioni, in relazione a privacy, mera sicurezza, abitudini e utilizzo dei device portatili e dei pc. Entrambe le categorie di intervistati sembrano preoccuparsi della sicurezza personale online (rispettivamente 95 percento BB e 85 percento dei Millenials), ma la protezione dei propri dispositivi, è vera preoccupazione solo per i Baby Boomers.

I Millenials inoltre sono meno proattivi nella protezione dei propri dati. Desiderano una maggiore riservatezza e sicurezza, ma quasi il 60 percento condivide poi con disinvoltura i piani di viaggio sui social come Facebook, mentre nel caso dei BB oltre il 70 percento dichiara di non averlo mai fatto.

Il rapporto molto personale dei Millenials con il proprio smartphone, non si traduce necessariamente in una maggiore cura nella protezione del device, sono i Baby Boomers probabilmente ad averne percepito il valore, quando ancora non erano molto diffusi telefonini e smartphone, e così solo il 7 percento dei BB dichiara di avere perso lo smartphone nei viaggi precedenti all’indagine, mentre la percentuale sale al 19 percento quando si parla di Millenials.

Più tradizionali i BB si dimostrano anche quando si parla di soluzioni di sicurezza: il 49 percento dei Baby Boomers ha installato soluzioni antivirus sui propri dispositivi, 10 punti percentuali in più rispetto ai Millenials. Per entrambe le categorie invece i dati che proprio non vanno persi sono quelli relativi ai conti bancari, solo che i Millennials si preoccupano molto di più della perdita dei propri profili utente social, lo fa solo il 33 percento dei Baby Boomers.

La differenza di base tra le categorie resta quindi proprio la percezione del valore dei dati personali. Con l’88 percento dei Millennials che utilizza le connessioni Wi-Fi pubbliche quando viaggia – senza protezione –  rispetto al 32 percento dei Baby Boomers. Sono i Millennials la prima generazione ‘sempre connessa’, ma non sempre avveduta e consapevole nel proteggere le informazioni più preziose.

I consigli prima e durante il viaggio

  1. Un buon backup, completo, è indispensabile. Con un minimo di spesa si può fare anche su hard disk sottili come carte di credito, non ci sono più scuse. E anche i programmi per farlo sono del tutto gratuiti. Per esempio noi consigliamo FreeFile Sync.
  2. I vendor consigliano sempre una protezione antivirus installata anche sui dispositivi mobile. E’ il massimo della sicurezza, noi aggiungiamo che prima di tutto serve coscienza sulle proprie azioni, sarebbe già un notevole passo avanti (soprattutto per i Millenials).
  3. Il WiFi pubblico e gratuito fa comodo. Non c’è nulla di male, ma allora perché non provate a proteggere i vostri dati almeno sfruttando una VPN? Per un breve periodo (e la vacanza spesso lo è) ci sono tantissime soluzioni gratuite che funzionano benissimo e sono facili da usare.
  4. Non appoggiate mai smartphone e tablet sui tavolini di bar e ristoranti, tenete lo smartphone in una tasca a vista, e magari se ne sentite il contatto è anche meglio, così da accorgervi subito della sua presenza: lo smartphone è davvero tra gli oggetti più personali che avete, e contiene tantissime informazioni su di voi. Proteggetelo quindi con codici, la registrazione dei dati biometrici e fate in modo che si attivino pochi secondi dopo che avete smesso di utilizzarlo.
  5. Il buonsenso e la conoscenza sono le prime forme di protezione. Imparate a scegliere i siti Web che visitate e scaricate le app rigorosamente dagli store ufficiali, eviterete già così molti rischi. E con iOS il nostro consiglio è chiaro: il jailbrake è una vera follia.

 

 

 

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