La Social Media Week fa il punto a Torino

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I numeri di Facebook, Twitter, LinkedIn e Pinterest in Italia. I temi di maggior interesse emersi alla Social Media Week di Torino, in contemporanea con altre 13 città nel mondo

La Social Media Week si sta svolgendo da Torino a Barcellona, da Bogotà a Chicago, da Glasgow a Hong Kong, passando per Jeddah, Londra, Los Angeles, San Paolo, Seoul, Vancouver e Shangai. La settimana torinese dei Social Media si chiuderà domani, e segna il ritorno di MySpace sulla scena. Intanto, forte di 23,6 milioni di utenti in Italia (fonte: Nielsen), di cui una decina di milioni da Mobile, Facebook è uno delle principali protagonisti dell’evento, mentre Twitter conta 3,64 milioni di utenti, con una crescita del 111% rispetto allo scorso mese. Seguono Linkedin con 2,85 milioni, Google Plus con 2,68 milioni e gli altri social più popolari in Italia, fra cui spicca Pinterest con 500mila visitatori.

In particolare Blogmeter ha rivelato i numeri della Twitter-mania in Italia: dal 3 aprile al 3 settembre 2012 sono stati inviati 60 milioni di tweet, di cui il 26% contenente link, il 19% è rappresentato da un retweet, il 26% include un hashtag e solo il 5% è geolocalizzato. Le fasce orario tra le 12 e le 13 sono orae di punta, come quella fra le 19 e le 20. “I giorni in cui si twitta di più – ha illustrato  Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – sono il lunedì, mercoledì e venerdì: con un classico riposo nel weekend”.

Nello studio del Sentiment s(lo stato d’animo sociale che prevale) su Twitter, vede umori e malcontenti emergere dalla Rete: per esempio, ha dominato la paura nei Tweet del terremoto in Emilia-Romagna, e la rabbia nei Tweet sulla bomba alla scuola di Brindisi, mentre la felicità era associata alle medaglie d’oro conquistate alle Olimpiadi di Londra. Stefano Quintarelli, ex chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore, ridimensiona però il ruolo di Twitter: “L’hype intorno a Twitter è eccessivo, crediamo che arrivi più persone di quelle che realmente raggiunge. Ci sono delle bolle e solo alcune cose sono rilevanti: esistono comunità di riferimento che portano avanti temi rilevanti, molte altre meno“. Per Quintarelli Twitter rappresenta la priorità nell’informazione: “Per me non ha sostituito tanto le agenzie, quanto proprio i giornali”, concludendo che serve una maggiore semplicità nella ricerca dei Tweet passati: Un sistema aperto che permetta sempre la possibilità di avere dei dati accessibili.

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Autore: ITespresso
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