La Spagna approva un piano di spesa di un miliardo di euro per il potenziamento di internet.

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Il Ministro Josep Pique, del Ministero della Scienza e della Tecnologia, ha annunciato venerdì scorso il programma di promozione dell’uso di internet, in particolare nelle scuole, nelle piccole aziende e nelle città più isolate.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano presentato dal Ministero della Scienza e della Tecnologia durante il meeting settimane. Il progetto per lo sviluppo della Società dell’Informazione, noto come España.es, avrà una durata di due anni, 2004-2005, e seguirà le linee guida strategiche della Comisión Soto, commissione di esperti creata dal Governo lo scorso novembre al fine di analizzare le problematiche che lo sviluppo della Società dell’Informazione comporta, sia per il settore imprenditoriale , sia per quanto riguarda la società in generale. Il programma di attuazione si articolerà contemporaneamente su due fronti: da un lato favorire la domanda di accesso alle nuove tecnologie da parte della popolazione, dall’altro, migliorare l’offerta di infrastrutture, contenuti e servizi che incentivino il suddetto accesso. Questi due fronti, insieme alla necessità di connettere la piccola e media impresa alle nuove tecnologie, sono le tre direzioni principali del piano spagnolo. Il piano prevede che il governo provveda al 63% dei fondi necessari, le amministrazioni regionali al 26% e il settore privato all’11%. Il governo spagnolo dichiara che la propria amministrazione è relativamente avanzata per quanto riguarda l’accesso ad internet e Pique fa notare che 1,7 milioni di persone ha presentato la propria dichiarazione dei redditi per l’anno 2002 in formato elettronico. Ma il paese è ancora indietro rispetto ad altri dell’Unione Europea per utilizzo di internet e per la spesa per la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo. Secondo dati rilevati dall’industria, circa 6,5 milioni di persone si considerano utenti di internet, definizione che deriva dall’aver utilizzato il web almeno una volta negli ultimi tre mesi. Tale cifra rappresenta il 20% della popolazione adulta contro la percentuale di utilizzo nella maggio parte degli altri paesi dell’Unione Europea, attestata al 30%.

Autore: ITespresso
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