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La Spending Review spinge sulla scuola digitale
Iscrizioni alle scuole solo online, pagelle su Internet, note via email: la dematerializzazione nella scuola genera risparmi. Voip e videoconferenze tagliano i costi nella PA digitale
La Spending Review calcola 24 mila dipendenti pubblici in esubero, ma genera risparmi per far slittare l’aumento dell’IVA che deprimerebbe i consumi. Oltre ai tagli ai posti letto in ospedale, la stretta su siringhe, lenzuola e mense e ai giudici di Pace, oltre al taglio del 10% del personale e del 20% dei dirigenti, la Spending Review spinge sulla PA digitale. Le iscrizioni alle scuole statali saranno accesssibili solo online: “Le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado – si legge nel testo – avvengono esclusivamente in modalità on line attraverso un apposito applicativo che il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca mette a disposizione delle scuole e delle famiglie“.
Solo online saranno anche le pagelle come le sospensioni e le note, che viaggeranno via email. Famiglie e genitori dovranno dotarsi di posta wlettronica e connessione a Internet. Dall’ultimo Rapporto Censis, la diffusione di nuove tecnologie fra gli studenti, è buona. L’88% dei ragazzi ha un pc, ma la percentuale sale al 90% tra gli studenti delle superiori.
Per tagliare le spese la PA potrà anche passare al VoIP (voice over IP) e alle videoconferenze. Skype mette a segno 100 miliardi di minuti di chiamate nel trimestre con un incremento del 40%. Ma in Italia esiste anche il programma made in Italy Messagenet. La società di analisi Ovum stima il mercato delle videoconferenze in crescita di quasi il 6% ogni anno fino al 2016: un mercato che entro un quinquennio potrebbe raggiungere quota 1.1 miliardi di dollari.
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