La spesa in digital advertising cresce con le Primarie negli USA

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La spesa in digital advertising cresce con le Primarie negli USA
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La spesa in advertising sui canali digitali, da parte del mondo politico a stelle e strisce, quadruplica rispetto al 2014. Ora la pubblicità per le primarie, in Rete e social network, vale un miliardo di dollari

La Tv continua ad essere il mezzo che influenza di più il comportamento di voto fra tutte le generazioni (secondo le recenti ricerche di Kelly Scott Madison e ORC International) e dunque rimane il mezzo che attrae la maggior parte del budget pubblicitario nelle elezioni politiche. Tuttavia, la spesa in digital advertising cresce con le accese Primarie negli USA.

La spesa in advertising sui canali digitali, da parte del mondo politico a stelle e strisce, quadruplica rispetto al 2014.

La spesa in digital advertising cresce con le Primarie negli USA

Secondo Nomura Securities, la Tv, con 6.06 miliardi di dollari di spesa advertising di natura politica, detiene il 59.4%. Ma la percentuale, seppure in lieve calo rispetto al 2014, è in significativo declino (-4.6%) rispetto alle Presidenziali del 2012 e in forte flessione (-10%) rispetto al 2008.

Il secondo mezzo ad attrarre pubblicità, in caso di elezioni è la Tv via cavo, con 1.10 miliardi di dollari, pari al 10.8% di tutta la spesa advertising della politica USA.

La spesa in digital advertising cresce con le Primarie negli USA
La spesa in digital advertising cresce con le Primarie negli USA

Ma la più forte crescita spetta all’advertising digitale: rappresenta una fetta da un miliardo di dollari, pari al 9.8% del totale. L’inserzionismo politico era pari a 20 milioni di dollari nel 2008, all’epoca dell’Obamania, salito a 160 milioni di dollari nel 2012 e a 270 nel 2014. Ma ora passa dal 3.6% di due anni fa a quasi il 10%.

L’advertising nei video online cattura il 30% dei Millennials (18-34), il 19% della Generazione X (35-50) e il 9% dei baby boomers (51-69). La pubblicità nei social media è soprattutto rivolta ai giovani: 35% dei Millennials, 18% della Gernerazione X e 9% dei baby boomers. I banner: il 22% dei più giovani, l’11% della Gen X e il 4% degli Over50. L’email marketing: il 20% dei Millennials, il 7% del secondo gruppo e il 6% del terzo gruppo.

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