La spesa per la sicurezza aumenta, ma non la percezione di essere protetti

CyberwarSicurezza

L’incremento dei budget nella security It non corrisponde a un incremento della sicurezza dei dati. Da Websense allarme per lo spam finanziario

InformationWeekha redatto un’indagine sulla sicurezza, intitolata Strategic Security Study , con un sondaggio che coinvolto 1,100 professionisti IT

e business

. Dalla ricerca emerge che il 95% ha lasciato invariato o accresciuto il budget per la sicurezza: ma alla spesa non corrisponde un

incremento della sicurezza dei dati. Il 66% degli intervistati ha risposto che la vulnerabilità e l’esposizioni ad attacchi è rimasta la stessa degli anni passati.

Pare che non ci sia un ritorno degli investimenti effettuati nel mercato della sicurezza: il problema risiede nel Systematic Risk Management.

Le aziende senza piani di risk management, solo nel 22% dei casi, si focalizzano sulla sicurezza del codice.

Il 21% delle imprese non ha condotto security risk assessment e solo uno su cinque ha usato un auditor esterno specializzato.

Il 34% afferma di aver bisogno di cifratura, il 24% di policy audit, l’11% di salvaguardia privacy per i dati dei clienti.

Infine in tempi di grande volatilità economica, crisi dei mutui subprime, del credito e delle Borse, ad allarmare è l’impennata dello spam finanziario:

Websense Security Labs avverte gli utenti di spam sul c aro benzina, stretta creditizia e i prezzi delle case.

Il social engineering del cyber-crime è sempre al passo coi tempi, purtroppo: dopo l’era Paris Hilton e terrorismo, tocca al crollo dei Wall Street tenere banco.

Autore: ITespresso
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