La spia venuta da Facebook

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Dopo l’apertura del Pentagono a Twitter e Facebook, tocca all’Fbi tingersi di social per scoprire intrighi e trame pericolose sui social network

Una volta la spia veniva dal freddo, lo 007 si travestiva, oggi James Bond è virtuale e usa i social network. L’Fbi sposa la “social copertura” per carpire segreti e infiltrare agenti. Dopo il via libera del Pentagono a Twitter e social network, non appare strano che anche l’Fbi migri (in parte) su Facebook, MySpace e Twitter.

Facebook da sempre tiene log (sui server Usa) e collabora con le Polizie mondiali. Su Facebook sono stati arrestati ladri, individuati stawlker e ora per amico vi può capitare un James Bond dalla tastiera facile.

È di ieri la notizia che un pericoloso latitante, Pasquale Manfredi detto Scarface, sia finito in manette, anche grazie alla sua assidua attività su Facebook. Latitante sì, ma connesso online: inchiodato dai Log.

L'Fbi apre a Facebook
L'Fbi apre a Facebook
Autore: ITespresso
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