La strategia di Apple: iOS non farà la fine di Mac OS

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Apple agli azionisti: I 60 miliardi cash possono servire per un’opportunità di crescita. iTunes cloud e il social network di Apple sono all’orizzonte?

Gli azionisti volevano costringere Apple a fornire un piano triennale per la successione e delineare il dopo-Steve Jobs, ma non l’hanno spuntata. In compenso sono riusciti ad avere qualche stringata risposta sulle strategie di Apple, messa sotto pressione da Samsung e Motorola nel mercato smartphone, in cui Android ha già superato iOS. Apple tiene in “cassaforte” i 60 miliardi in contanti perché possono servire per un’opportunità: Apple tiene sempre gli occhi aperti.

Apple ha detto che l’assenza di plug-in in iOS è dovuta a motivi di sicurezza e rimarrà un punto fermo. Agli azionisti che hanno paragonato la sfida di Android contro iOS alla guerra (persa da Apple) di Windows contro Mac OS (Windows detiene il 90% del mercato e Mac OS X solo il 5% da anni, nonostante la crescita continua negli ultimi 5 anni), Phil Schiller ha risposto che “viviamo in tempi diversi” e iPhone è un prodotto Post-Pc; non saranno le alleanze di Google a decretare l’insuccesso di Apple, come è riuscita Microsoft negli anni ’90. Schiller ha anche dovuto rispondere alle accuse di eccessiva avidità da parte di Apple per la richiesta del 30% del totale del costo del venduto su App Store: ricordiamo che il 30% sugli abbonamenti editoriali In-app ha portato Apple sotto indagine Antitrust. L’Antitrust vuole vederci chiaro nel meccanismo di Apple adottato per il servizio di abbonamento automatico (In-app) per riviste, giornali, video e musica.

Infatti il sistema rivale Google One Pass richiede solo il 10%. “È vero che chiedono il 10% per gli abbonamenti – ha risposto il capo del marketing di Apple parlando di Google – ma pretendono il 30% per le app“. Il 30% come Apple.

Inoltre Tim Cook ha difeso le pratiche di Apple per la tutela dei diritti del lavoratori in Cina, finite sotto accusa. I lavoratori cinesi hanno chiesto a Steve Jobs, Ceo di Apple, per essere stati esposti all’N-esano. Riporta Gizmodo: “Hexyl Hydride (usato da Wintek nel processo di produzione di touchscreen per iPhone e altri prodotti Apple e Nokia) causa “sudorazione delle mani e dei piedi, intorpidimento improvviso alle mani, gonfiore e dolore ai piedi, stanchezza e debolezza“.

Infine il data center da un miliardo di dollari del North Carolina è quasi pronto e sarà acceso in primavera: supporterà i servizi di iTunes e MobileMe. Forse anche iTunes cloud per lo streaming, frutto dell’acquisizione di Lala, è più vicino: Amazon ha lanciato proprio ieri Amazon Prime in streaming e YouTube vuole trasmettere Nba in streaming. Dalk buzz su MobileMe si dice che Apple abbia voglia di social networking: ci ha provato con iTunes Ping, ma Facebook ha chiuso le porte ai 160 milioni di utenti di iTunes, ora Apple potrebbe riprovarci reinventando MobileMe in chiave social. Il cloud è nel Dna di Apple: iPad in fondo è un “tablet con un’anima data center“. Parola di The Register.

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