La strategia di Nokia che regala le mappe per navigare con gli smartphone

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Dietro la mossa a sorpresa di Nokia che offre gratis il software di navigazione Ovi Maps e le mappe Navteq c’è la volontà di anticipare i concorrenti sul terreno dei servizi di geolocalizzazione in mobilità e di riposizionarsi sul mercato smartphone

Con la diffusione degli smartphone e dei touchscreen – e la relativa perdita di quote di mercato dei telefonini (almeno in Occidente) – negli ultimi tempi anche Nokia sembrava aver perso un po’ di smalto e di aggressività, stretta da un lato da Apple iPhone e dall’altro da Google con Android e da RIM con Blackberry.

Symbian in difficoltà ( per quanto ci siano all’orizzonte nuovi rilasci ), e un certo ritardo nello sviluppo di dispositivi touch all’altezza, chiudevano il quadro per chi nutriva perplessità sui tempi di reazione alle esigenze del mercato da parte di Nokia. Alla vigilia di un’edizione del Mobile World Congress in cui il gigante finlandese promette altri colpi di scena, arriva un segno chiaro e incisivo sulle strategie di reazione.

Il significato del rilascio gratuito della nuova versione di Ovi Maps (copertura per oltre 180 Paesi) per dieci modelli di smartphone già in commercio (e altri a venire) e la disponibilità di mappe e servizi (con navigazione pedonale e veicolare per 74 Paesi) emergono chiaramente dalle parole di Anssi Vanjoki, Executive Vice President di Nokia, e Thilo Koslowki, Vice President Automotive and Vehicle Ict di Gartner che, in accordo, identificano nei“servizi di localizzazione individuale e nell’integrazione con il social networking”il prossimo salto di qualità nello sviluppo del business per quanto concerne i dispositivi mobile”.

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Anssi Vanjoki, Executive Vice President di Nokia

Qualche cifra. Nel 2009 gli smartphone con Gps integrato erano 163 milioni di unità (fonte Canalys) e la quota di mercato di Nokia in questo segmento di poco superiore alla metà (51%) con 83 milioni di dispositivi Gps. Ma l’utilizzo del Gps in mobilità, a fine 2009, ha fatto registrare circa 27 milioni di utenti. Un bacino limitato rispetto alle potenzialità.

Ecco allora la ‘liberalizzazione’ da parte di Nokia all’utilizzo di software (Ovi Maps) e cartografia dell’acquisita Navteq, con una serie di servizi gratuiti aggiuntivi non di secondo piano: le guide Lonely Planet e Michelin, quelle per i mezzi pubblici, la possibilità di scaricare le mappe anche senza connessione dati con l’operatore (tramite il Pc), come la possibilità di pianificare un percorso con soste e identificazione di risorse aggiuntive per arrivare preparati a un determinato appuntamento. Il tutto basato su una nuova tecnologia vettoriale di rappresentazione delle mappe per limitare al massimo i tempi di attesa e download, occupando solo una frazione di banda disponibile.

E’ un servizio potenzialmente interessante, con una buona miscela di disponibilità di informazioni off-line, integrabili velocemente all’occorrenza con quelle online, mentre i concorrenti, al momento, possono offrire mappe e indicazioni vocali di navigazione solo tramite l’acquisto di software e di aggiornamenti in abbonamento, basti pensare al Tomtom sull’iPhone (qui la Video Prova) o ai servizi Google Maps Navigation (in evoluzione) con Android e lo stesso iPhone.

E’ una scommessa, perché sussistono al momento ancora dei limiti tecnologici: la durata delle batterie che – tutti dovrebbero saperlo – si scaricano a vista d’occhio non appena si avvia un servizio Gps o A-Gps; la limitata praticità di navigare in un veicolo sfruttando un display di dimensioni limitate, che in alcuni casi non è nemmeno touch; e in alcuni casi (pochi) il timore di vedere lievitare la bolletta con una connessione dati tramite il proprio operatore, se non si è provveduto a scaricare il necessario da casa o in copertura Wifi. Ma perché gli operatori italiani non pensano a offerte di traffico dati ragionevoli anche per chi si reca all’estero? E non lavorano a un modello in cui il guadagno non arriva dalla ‘spremitura’ dei clienti in bolletta, ma proprio dall’ampliamento dell’offerta con più ricavi generati da servizi studiati ad hoc?.

Allo stesso tempo la proposta di Nokia è convincente, soprattutto quando della nuova offerta vengono sottolineati i servizi per la navigazione pedonale, con i mezzi pubblici e per visitare i musei. Cioè quando l’obiettivo finale è di fornire un reale servizio di geolocalizzazione agli utenti e di integrazione con i servizi Web 2.0.Difficile che uno smartphone sia un navigatore migliore di un dispositivo da auto, al momento, ma certamente un’offerta di navigazione pedonale ben strutturata e innovativa, e soprattutto davvero gratuita, fa bene al vendor, smuove il mercato e apre nuove possibilità di business per gli sviluppatori di applicazioni e servizi (è stato rilasciato anche il kit con anteprima di Ovi API e SDK). Chi magari sorride meno sono gli operatori, e i vendor di software di navigazione perché, da adesso in poi, – è verosimile sia così – il pubblico si aspetta di pagare sempre di meno per la navigazione Gps, e chi vorrà guadagnare probabilmente dovrà farlo pensando più alla vendita di servizi e di pubblicità mirati. Certo, secondo la logica:“Dimmi dove sei, e ti suggerirò cosa fare e cosa comprare”

Sull’argomento leggi anche l’analisi completa: Mappe Gratis sui Nokia, contro Google e TomTom

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