La strategia OneMicrosoft e l’inversione a U di Google sotto la lente delle società d’analisi

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One Microsoft e l’inversione a U di Google sotto la lente delle società d’analisi
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Google si rifocalizza solo sul software, mentre Microsoft sta per acquisire Nokia. Due strategie a confronto, viste dalle società d’analisi

La repentina decisione di Google di cedere Motorola a Lenovo mette in fibrillazione anche il piano di acquisizione di Nokia da parte di Microsoft, visto che proprio l’azienda di Redmond era il “colosso del software” per eccellenza, ma si sta trasformando in un’azienda di servizi e dispositivi. L’inversiona a U di Google mette un’ipoteca sulla strategia One Microsoft di Steve Ballmer? Conviene essere un’azienda di hardware o software e un’azienda di hardware e software integrato come Apple?

Il dubbio è lecito dopo la repentina inversione di marcia di Google: il Ceo Larry Page ha dichiarato che Google preferisce focalizzarsi solo sul software e i servizi invece che sui dispositivi. (Un’affermazione curiosa, proprio mentre Google sta per lanciare l’hardware dei Google Glass, e dopo il debutto di Chromecast nella WebTv e l’acquisizione di Nest Labs nella domotica).

Secondo Michael Cusumano, docente del MIT di Boston, i casi sono due: o si fa proprio come Apple con iPhone e iPad; oppure l’integrazione hardware e software non conviene. E mentre Nokia sta per chiudere l’acquisizione da 7.4 miliardi di dollari dei dispositivi di Nokia, è un bel dilemma.

Microsoft domina il mercato Pc con il 90% di market share, grazie alla strategia Oem, dando Windows in licenza ai vendor come Dell, Lenovo, Hp. Microsoft però non è riuscita a ripetere il successo di Windows nel Mobile, e Windows Phone detiene il 3,6% di market share (ma il 10% nei cinque mercati chiave europei: Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna).

Ma se Google non doveva acquisire Motorola, secondo Current Analysis, perché Android già dominava il mercato smartphone con oltre il 70-80% di market share, Microsoft non aveva altra scelta con Nokia, la quale vende più del 90% dei Windows Phone. Nokia ha venduto 30 milioni di device Lumia nel 2013. E le vendite sono raddoppiate in un anno, quando nulla era dato per scontato. Microsoft però vuole incentivare le terze parti ad investire sulla piattaforma: ha accordi con Samsung, Sony e Huawei.

IDC ritiene che il matrimonio Microsoft – Nokia sia più brillante di quello fallito fra Google – Motorola. Inoltre Microsoft dovrebbe pagare una penale da 750 milioni di dollari se dovesse abbandonare l’accordo. Microsoft, dunque, continuerà il percorso: Nokia venderà smartphone con Windows Phone (anche se da tempo si parla anche di Normandy, un device con Android in cantiere), dopo l’addio a Symbian nel 2011, mentre Microsoft continuerà a offrire Windows Phone in licenza ad altri partner.

NPD ritiene che Google sembrava sempre più nell’orbita dell’hardware (da Moto X a Moto G, dai Google Glass all’ipotetico smartwatch, da ChromeCast a Nest Labs), e invece è arrivato l’improvviso stop, con marcia indietro.

Secondo Piper Jaffray, Google con Motorola Mobility doveva gestire la tensione con Samsung. E secondo Cusumano, non dovremmo stupirci se Microsoft fra due o tre anni tornasse sui suoi passi, rifocalizzandosi solo sul software. Ma sarà solo il tempo a ditre chi è stato più lungimirante.

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Autore: ITespresso
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