La svolta di Obama sui domini

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Obama cede il controllo sui domini: verso una governance globale della Rete
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Gli Stati Uniti cedono il controllo nell’assegnazione dei nomi e dei domini su internet. Obama auspica una governance globale della rete

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama cede il controllo sui domini: ci si avvia verso una governance globale della Rete. O meglio un approccio multi-stakeholder. Il Dipartimento del Commercio è pronto a lasciare le chiavi de sistema globale di DNS nelle mani di ICANN. Obama viene incontro alle pressanti richieste dell’Unione Europea, precedenti allo scoppio del caso NSA, il famigerato Datagate che ha inasprito i rapporti fra USA e UE in tema di Rete, privacy e sorveglianza di massa.

Il Dipartimento del Commercio Usa ha dichiarato addio, entro il 2015, al ruolo centrale fin qui avuto nella gestione di Icann, l’agenzia non-profit che dal 1998 riveste il ruolo di regolatore globale di Internet, responsabile della convalida dei nomi dei domini. Una nuova struttura di controllo, in collaborazione con altri player globali, assegnerà i .com, .gov e .org.

Icann esprime soddisfazione per il passaggio di consegne: “Invitiamo i governi, il settore privato, la società civile e le organizzazioni coinvolte in internet di tutto il mondo ad unirsi a noi per attuare questa fase di transizione. Tutte le parti interessate meritano di aver voce in capitolo allo stesso modo nella gestione e nella governance di questa risorsa globale“.

Le Big IT della Silicon Valley ritengono che il passaggio sia determinante per recuperare credibilità e ristabilire fiducia, ampiamente minata dal caso NSA. I detrattori temono che l’ingresso di Paesi come Russia e Cina nella regolamentazione del web, possa restringere le libertà d’espressione, essendo Paesi dove la cyber censura dilaga. La roadmap (Pdf) ora prevede: un incontro di Icann, fissato a Singapore il 23 marzo.

Sono in arrivo 700 nuovi domini fra cui i nomi di aziende e municipalità. Ma un broker inglese si è aggiudicato il suffisso .roma. La scelta del dominio diventa davvero sfiziosa: non ci sono solo .it, .com o .org, ma si può selezionare fra ben settecento nuovi suffissi. Per far risaltare un sito Web, non c’è solo il nome (il cosiddetto dominio di secondo livello) ma anche l’estensione che completa l’URL (il dominio di primo livello).

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Autore: ITespresso
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