La tracciabilità all’italiana

Aziende

La nuova normativa in campo di sicurezza alimentare obbliga le aziende italiane a rivedere l’approccio tecnologico e a mettere a punto strategie ad hoc.

La filiera agroalimentare italiana è in subbuglio. Le nuove normative sulla tracciabilità dei prodotti costringeranno le imprese del settore a fare un salto di qualità nei rapporti e nella capacità di controllare, tramite la tecnologia informatica, ogni tipo di informazione riguardante il cammino degli ingredienti e delle singole produzioni. Molte aziende, specialmente le più grandi, si sono già mosse, ma il grande patrimonio agroalimentare del nostro Paese è costituito da una miriade di piccole e medie imprese che non di rado interagiscono fra di loro in modo caotico. Urgono, quindi, soluzioni tecnologiche rapide e facili da usare. Il cardine attorno a cui ruota qualsiasi sistema di tracciabilità è l’individuazione e l’identificazione di un prodotto in qualsiasi punto della filiera si trovi, con la possibilità di conoscere tutte le informazioni relativamente al luogo di provenienza, alle lavorazioni subite fino a quel momento e al successivo destinatario.Tra queste soluzioni troviamo JTrack, con cui Gruppo Pro conta di servire una buona parte del mercato italiano. Chiediamo come intende farlo a Massimo Vapori, direttore marketing per il settore food della società italiana.”Ci rivolgiamo alle medie imprese – puntualizza Vapori – ma anche a quelle medio-piccole o alle più grandi con più dipartimenti, che lavorano nel settore agroalimentare. Perché la tematica della tracciabilità dei prodotti riguarda tutta la filiera e non singole parti. La soluzione che offriamo può essere reperita su tutto il territorio nazionale, anche nel Sud Italia che serviamo tramite la nostra filiale di Roma”.

Ma quali sono i soggetti che operano poi a diretto contatto con il cliente? Ci avvaliamo di accordi con altri soggetti locali, dagli enti certificatori alle tradizionali software house. Con questa iniziativa stiamo cercando di aprire il mercato verso le aziende che non hanno stabilito un budget per affrontare la normativa della tracciabilità degli alimenti. Noi siamo nel mondo agroalimentare da circa 20 anni, e sappiamo bene che le necessità di dialogo in tutta la filiera sono molto sentite. Il nostro progetto permette di avvicinare anche le realtà medio-piccole,finora escluse dalla copertura, che riguardava soprattutto le imprese più grandi e disposte più a valle, verso il mercato finale. Quale aspetto temete di più nell’affrontare una tematica anche legale e come pensate di vendere la vostra soluzione alle Pmi? La nuova normativa sulla tracciabilità non è solo un obbligo, ma anche un’opportunità per migliorare il business, lo diciamo perché nelle singole Pmi c’è scarsa sensibilità,mentre l’elemento trainante è la filiera, che fa da apripista per trovare le soluzioni tecnologiche più adeguate. L’approccio per vendere la soluzione si basa su due o tre elementi cruciali: il coinvolgimento dell’impresa capofiliera, in genere più sensibile ai percorsi e alla qualità, delle associazioni di categoria, come Federalimentare, che hanno compreso le dinamiche virtuose della tracciabilità, e i contatti con l’area accademica, che dimostra la volontà di evangelizzare il mondo industriale sui punti di modernità più significativi, spingendo su innovazione e competitività. In un quadro come quello italiano in cui tutto si fa all’ultimo momento, siete ottimisti? Avete competitor che temete? Si, ci sono alcuni competitor sul mercato, ma non guardiamo tanto a quello che fanno loro,ma all’originalità e al rapporto velocità/prezzo che la nostra soluzione è in grado di dare anche in ambito dipartimentale. Per quanto riguarda le richieste ci aspettiamo il picco proprio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. La legge 178, che definisce i termini di adeguamento, entra in vigore dal primo gennaio del 2005, questo rende il tema più pressante e va al di là delle interpretazioni più o meno favorevoli alle aziende su cui si è discusso anche troppo negli ultimi tempi. Ora arriva il tempo delle decisioni. Il fatto che non si potranno fare più consegne alimentari se non si è in grado di fornire la tracciabilità del bene, mette in primo piano l’urgenza di scegliere almeno la soluzione, per poi valutare i tempi e i modi dell’installazione. Organizzazione e sistema informativo sono i due strumenti fondamentali per gestire la nuova situazione, riducendo i passaggi critici che portano alla piena attuazione delle norme. Vi aspettate una risposta molto positiva dal mercato? Credo che avremo grande visibilità, in parte ne abbiamo già la conferma da quanti chiedono aiuto per capire i disciplinari. Stiamo puntando sulla nostra capacità di garantire tempi e costi d’implementazione contenuti. Per i tempi d’installazione e ottimizzazione le aziende mediopiccole dovrebbero impiegare una settimana, dieci giorni al massimo, ma bisogna anche contare una decina di giorni per il progetto, mentre per i costi una media impresa dovrebbe investire tra i 30 mila e i 50 mila euro. Secondo i nostri calcoli le aziende interessate sono circa 15 mila.Va anche precisato che con la nostra soluzione le piccole imprese non avranno un grande impatto sulla loro organizzazione. L’ottimismo è lagato al fatto che crediamo nei processi di filiera e di aggregazione. Siamo convinti che questa realtà darà i suoi frutti solo se si riuscirà a parlare lo stesso linguaggio. La nostra soluzione, compatibile con il Web e con budget di spesa non molto elevati, contribuirà in maniera determinante a favorire la bontà, in tutti i sensi, dell’agroalimentare italiano. Dovendo fare un appello a queste imprese cosa gli direste? Si tratta di cogliere un’occasione non di rispettare un obbligo. Dovete salvaguardare il buon nome e la salubrità dei prodotti alimentari italiani, dai quelli tipici a quelli dei grandi marchi. Non dobbiamo pensare tanto all’aggressione dei prodotti di altri Paesi, ma a difendere la qualità dei nostri, controllando i problemi interni della filiera e fornendo al consumatore finale tutte le garanzie possibili.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore