La Triennale di Milano ospita Cybugs

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Una interessante mostra sullIntelligenza artificiale e la vita sintetica. Apertura fino al 28 luglio e ingresso libero

La figura dello scienziato pazzo – bravissimo nella sua professione di ricercatore, ma con tutte le rotelle del cervello fuori posto – è un personaggio classico dei film di fantascienza deglia anni Sessanta, da cui poi approdò ai primi movie di James Bond, dove Sean Connery (lunico agente segreto con licenza di uccidere a denominazione di origine controllata di tutto il fortunatissimo sequel cinematografico) era regolarmente alle prese con un esponente di questa categoria, costantemente impegnato (per conto proprio o della Spectre) in un folle progetto di distruzione del mondo. Spesso lo scienziato pazzo di turno disponeva di uno o più robot intelligenti, antesignani dei cyborg con compiti da terminator dei successivi film di Arnold Schwarznegger. La logica del copione voleva che questi robot facessero una serie di danni inverosimili, prima di ribellarsi al proprio creatore o essere trasformati in strumenti positivi, passando così dalla parte dei buoni, per linevitabile happy end. Risale quindi a quellepoca il dubbio/pericolo che le macchine create dalluomo incomincino a pensare per i fatti propri, sfuggendo al controllo di chi le aveva progettate/realizzate, combinandone ovviamente di tutti i colori. E questo il tema della mostra Cybugs, che si è aperta ieri alla Triennale di Milano, dove resterà fino al 28 luglio. Il titolo che è stato dato allesposizione è un neologismo, che prende origine dalle origini di cybernetics e di cyborg, con laggiunta dei bugs conosciuti da coloro che si occupano di virus informatici. Il percorso è interessante si va dalla domotica alla robotica, passando attraverso lIntelligenza artificiale e la vita sintetica. Lingresso è libero. Per maggiori informazioni, si può telefonare al seguente numero 02 724 341.

Autore: ITespresso
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