La trovata di Bill

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Gates, e non è il solo, propone l’acquisto di francobolli virtuali per
l’invio della posta elettronica: una tattica anti-spam.

È semplice: se le Poste statunitensi recapitassero le missive gratuitamente, gli statunitensi avrebbero le caselle sotto casa traboccanti di offerte commerciali di ogni tipo. Ed è esattamente ciò che accade con la posta elettronica: non costa niente inviare messaggi spazzatura. Così Bill Gates, insieme ad altri, suggerisce di tassare le email. Evidentemente, diversi analisti del settore si chiedono se trasformare la posta elettronica in articolo economico non mini il suo valore intrinseco, che risiede nell’aver reso la comunicazione realmente democratica. Ma si tratterebbe in realtà di una cifra simbolica, un penny o neanche, che non inciderebbe sul bilancio di utenti che inviano solo alcuni messaggi al giorno. Diverso sarebbe per gli spammer, che ne inviano milioni in una volta. Proposte simili sono in realtà in discussione da diversi anni, ma Bill Gates ha risollevato la questione a gennaio scorso, in occasione del World Economic Forum di Davos. I dettagli sono stati resi noti la settimana scorsa, nel contesto della strategia generale anti-spam di Microsoft. Invece di pagare una certa somma, il mittente dovrebbe acquistare, se così si può dire, un’affrancatura simbolica, consistente, per esempio, nella risoluzione di un problema di matematica: giusto per metterne alla prova la buona fede. Se è vera l’equazione tempo – denaro, gli spammer ne risentirebbero considerevolmente e, probabilmente, dovrebbero acquistare nuove macchine da dedicare ai giochetti. Hashcash, software open source, nato nel 1997, utilizza un approccio simile ed è stato incorporato in diversi strumenti anti-spam, tra cui Camram e Spam Assassin. Gli scettici dell’affrancatura elettronica ripongono invece maggiore fiducia in altri approcci, per esempio in una tecnologia in grado di verificare più efficacemente l’identità dei mittenti, oltre a minacce legali tali da far desistere gli spammer.

Autore: ITespresso
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