La UE bacchetta eBay sulla contraffazione online

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L’Oreal è il grande accusatore di eBay. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, bisogna distinguere sul ruolo del marketplace. Vediamo come

La lotta alla contraffazione è una delle priorità dell’Unione europea, come si evince dalle discussioni intavilate sull’accordo Acta. Un conto è promuovere il commercio elettronico legale, un altro è chiudere un occhio sull’illegalità, che soprattutto colpisce prodotti di lusso europei. Adesso la UE bacchetta eBay sulla contraffazione online. È vero che sono gli utenti e non eBay a mettere all’asta prodotti contraffatti (e finora la giurisprudenza si è espressa così nella maggioranza dei casi), tutttavia il sito di aste deve monitorare inmodo più stretto la vendita per assicurare la legalità dei prodotti. Il gruppo francese L’Oreal è il grande accusatore di eBay. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, bisogna distinguere: il ruolo del marketplace è neutro se eBay si limita ad ospitare “bancarelle” di oggetti contraffatti; invece migliorando la presentazione di alcune offerte, supportando l’assistenza agli utenti, monitorando e gestendo i dati relativi a prodotti e offerte, e quindi “ottimizzando le performance” di vendita, il ruolo di eBay sconfina nella corresponsabilità attiva.

A quel punto si configura il reato di abuso del marchio. In caso di violazioni, ogni paese potrà immediatamente imporre lo stop delle vendita illecite. Ma i detentori dei marchi non dovranno abusare di questa possibilità per ostacolare l’e-commerce lecito. Dovranno invece moderarsi ai soli casi di violazione e complicità con i venditori abusivi.

A maggio 2009 eBay ha vinto contro L’Orèal, e in precedenza contro Tiffany. Invece nel novembre successivo un tribunale parigino ha stabilito che eBay avrebbe dovuto pagare 1,7 milioni di euro a Lvmh per vendite non legali di profumi. In passato eBay è stata condannata a un maxi risarcimento a Lvmh da 38,6 milioni di euro per aver consentito la vendita di merci contraffatte. eBay aveva poi dovuto sborsare 20.000 euro a Hermes, per aver permesso la vendita di merci contraffatte sul suo sito d’aste online. Ma la colpa della contraffazione sul Web, è di chi vende o di chi fa da tramite ? La sentenza statunitense su Tiffany ribaltava il giudizio. Oggi la decisione della corte europea mette i puntini sulle i. Secondo la Corte, eBay è un intermediario, una piattaforma che ospita relazioni commerciali fra i suoi utenti, ma può sconfinare in un “ruolo attivo” di complicità in alcuni casi. Il calvario di eBay è iniziato con la prima denuncia nel 2006, quando Louis Vuitton e Dior Couture chiesero 37 milioni di euro di danni, perché, secondo i due gruppi di moda, il 90% dei i prodotti Dior e Vuitton venduti su eBay erano falsi. Però, nella Real life, quando una bancarella al mercato vende merce contraffatta, viene multato il commerciante disonesto e non chi gli ha concesso lo spazio all’interno del mercato, a meno che non abbia commesso altri reati.

E-commerce legale o contraffatto
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Autore: ITespresso
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