La Commissione europea bacchetta il regolamento Agcom

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La Delibera AgCom sulla graticola: la lettera da Bruxelles smentisce in parte l'Authority
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Una lettera della Commissione europea smentisce in parte l’Authority guidata dal presidente dell’Agcom, Marcello Cardani. Anzi, la commissione solleva forti dubbi e perplessità sul regolamento varato il 12 dicembre

Prima IPKat, sito londinese specializzato nei temi sulla proprietà intellettuale, ha reso pubblica la lettera inviata dalla Commissione europea all’Italia in merito al regolamento Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) sul copyright online, varato, fra le polemiche, lo scorso 12 dicembre. E non si tratta delle congratulazioni vantate – e mai viste – dal presidente dell’Agcom, Marcello Cardani, in audizione alle Camere. Anzi: la UE bacchetta il regolamento Agcom, sollevando rilievi e perplessità sul ruolo che un’autorità amministrativa, come l’Agcom, si sarebbe ritagliata aggiudicandosi poteri che in genere sono attribuiti ai tribunali. All’epoca la Delibera era ancora in fase di bozza, ma i rilievi europei alla delibera sono attuali.

Inoltre, in vista della revisione dell’InfoSoc, la direttiva europea sul copyright, la Commissione evidenzia i punti che necessitano di chiarimenti, in quanto l’ “innovativa” direttiva AgCom sull’enforcement del copyright potrebbe non essere compatibile con il diritto comunitario, e in particolare potrebbe entrare in conflitto con la direttiva sul commercio online e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La Commissione esprimeva forti dubbi sulle nozioni vaghe di lavoro digitale, uploader, gestore del sito, ma anche sulla possibilità di oscurare tutto il sito nel caso solo una parte fosse ritenuta illegale.

La lettera della Commissione europea chiede al Garante di rivedere la normativa sull’oscuramento, perché l’oscuramento di un sito che offre link a file pirata, rende inaccessibili anche contenuti legittimi lì presenti. La Commissione concludeva, poi, la lettera scrivendo che “desidera ricordare alle autorità italiane l’obbligo ci comunicare nuovamente un progetto qualora modifiche al progetto inizialmente notificato ne alterino il campo di applicazione, ne abbrevino il calendario di applicazione inizialmente previsto, aggiungano o rendano più rigorosi le specificazioni o i requisiti“.

Nella lettera della Commissione vengono messi nero su bianco tutti i dubbi sollevati da settimane da esponenti delle istituzioni come il presidente della Camera Laura Boldrini, dal ministro degli Esteri Emma Bonino, le associazione consumatori, ma anche da Frank La Rue (ONU) e dalle Associazioni dei diritti civili. Ed è proprio sui diritti fondamentali che scivola l’AgCom: quei diritti su cui Cardani aveva imbastito l’attacco contro “un ristretto gruppo di attivisti” che non avevano compreso lo Zeitgeist della regolamentazione. Ma intanto gli Architetti, che non mi risulta siano “pirati o attivisti”, chiudono le rassegne stampa proprio a causa del regolamento AgCom, mettendo un altro dito nella piaga. Al momento, forse andrebbe stabilito – una volta per tutte – se l’Agcom abbia preso in considerazione o meno, e risolto,  i punti controversi del regolamento, prima dell’approvazione definitiva.

Infine il Commissario Barnier, commissario Ue responsabile per il mercato unico, ha dichiarato all’ANSA che la Commissione “ha in effetti delle domande e dei dettagli da verificare” e che  “continua a lavorare con le autorità italiane”. Cardani aveva detto che quando il legislatore prenderà l’iniziativa, in quel caso Agcom lascerà il passo.
Autore: ITespresso
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