La Ue detta le regole per il Web 2.0 e 3.0

Autorità e normativeNormativa

Il social network non sfuggirà alle normative dell’Unione europea. La Ue vuole inoltre essere protagonista della Rete del futuro e apre una consultazione su Internet degli oggetti e sul Web semantico

Saranno i tempi incerti in cui viviamo, tra un crac bancario e una crisi di Borsa, ma nell’Unione europea si chiacchiera (senza troppa cognizione di causa) sul futuro di Internet: da un lato si vuole imbrigliare il social network in regole più severe per la tutela dei minori; dall’altro, la Ue vuole essere protagonista del Web 3. 0. Cosa poi sia il Web 3.0, ne discutuno ancora i guru della Rete (in poche parole, è il Web semantico), senza essere approdati a una definizione precisa sulla pitttaforma per la prossima generazione di Internet, tuttavia, il Commissario Ue Viviane Reding non demorde: lei avrebbe scoperto cosa fare per promuovere il Web 3.0.

Iniziamo dalle ricette Ue per il Web 2.0: l’autoregolamentazione a tutela dei minori avverrà coinvolgendo gli attori del mercato,Facebook, MySpace, YouTube, Bebo e Hives. Da qui al 2013 la Ue metterà 55 milioni di euro a disposizione, per consentire alle piccole imprese di entrare in Rete, anche senza avere un proprio sito Web. L’autoregolamentazione a tutela dei minoriservirà, quindi, ad ampliare la platea degli utenti.

Ma la Ue non si ferma al Web 2.0, e già pensa al Web 3.0. Tim Berners-Lee , riconosciuto padre del World Wide Web, (per gli amici www, ancora vede ancora lontana una piattaforma per il Web 3.0 o Web semantico, ma la Ue non se ne fa cruccio: l’Unione europea ha già la consultazione pubblica per il Web 3.0 . La Reding definisce, in modo molto vago, il Web 3.0 come Internet degli oggetti, ma anche il Web che metterà fine alla divisione fra rete fissa e mobile. La Reding, nel lanciare la consultazione, ha anche infarcito il comunicato di numeri di tutto rispetto: “Il Web 3.0 (…) rappresenta un enorme balzo in avanti dell’universo digitale, che da qui al 2015 vedrà decuplicata la sua scala“. E ha aggiunto: “Ora stanno prendendo piede le applicazioni aziendali basate sulle reti sociali tra il 2006 e il 2011 si prevede un aumento anche per il software aziendale basato su Internet (+15% a livello mondiale)“.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore