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La Ue pubblica le linee guida per la banda larga

Mentre in Italia ferve il dibattito sulle denunce del Rapporto Caio, l'unione europea stabilisce come finanziamenti pubblici, Isp e Tlc dovrebbero operare per portare la banda larga nei paesi Ue. Al via la consultazione pubblica

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La Ue detta le linee guida per la banda larga (Pdf): La versione definitiva è attesa entro fine anno. Si tratta di un set di raccomandazioni per uscire dal Digital Divide (che in Italia è a doppia cifra e riguarda 7 milioni di cittadini) e per portare la super banda larga nei paesi Ue (oggi in Italia l’Adsl a 20 Mega è invece un bluff, denuncia il rapporto Caio), grazie alle regole sugli aiuti di Stato. Ora prende il via la consultazione pubblica.

Insomma, dovrebbe interessare proprio l’Italia, esclusa da Internet veloce e che arranca in tutte le statistiche internazionali (Wef, Eito eccetera). I finanziamenti pubblici per le reti Ngn ad altissima velocità, ricevono una prima bozza di regole.

Le tlc locali e gli Isp dovrebbero operare liberamenbte sul mercato. La Ue considera la banda larga strategica, tanto da promuoverla con un miliardo di euro per arrivare alla penetrazione del 100%. La Ue appoggia l’approccio dell’investimento pubblico.

Ieri, l’Ad di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha additato i ritardi dell’e-government come freno all’adozione della banda larga.

Dopo la pubblicazione della bozza Ue, si attendono le osservazioni entro il 22 giugno.

Il commissario per la Concorrenza, Neelie Kroes, ha commentato: “Il mio obiettivo è fornire una cornice chiara e prevedibile per l’applicazione delle regole europee sugli aiuti di Stato in questo settore strategico. Questo è ancora più importante nelle attuali circostanze economiche, poiché gli investimenti in queste importanti infrastrutture possono sia aiutare la ripresa

benefici a lungo termine per la competitività europea economica nel medio termine, sia consentire“.

Leggi: Il Rapporto Caio è in download per tutti

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