La Ue striglia l’Italia su banda larga e roaming

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Viviane Reding ci dipinge come un paese non competitivo e arretrato. Intanto
si fa largo l’ipotesi dell’Authority Tlc europea

In Italia la banda larga è inadeguata e le tariffe del roaming troppo alte. Sono bastate queste sferzanti parole del commissario dell’Unione europea Viviane Reding, per dare la sveglia al Belpaese sull’innovazione. Se l’Italia fornisce servizi di e-government più alti della media europea, è tuttavia in ritardo nell’uso. E ciò è dovuto alle già denunciate lacune nella broad band. Viviane Reding ha definito la copertura italiana della banda larga con due aggettivi: preoccupante e inadeguata. Insomma, una sonora bocciatura da parte del Commissario per la società dellInformazione e Media. Una sorta di Spaghetti broadband: la banda larga all’italiana infatti è inadeguata, perché troppo concentrata nelle aree urbane, ma del tutto lacunosa in quelle rurali (44% contro 65% Ue). Inoltre il tasso di penetrazione europeo è del 16%, mentre quello italiano, pur migliorato, arranca al 13,2%. In Europa l’Italia viene vista poco competitiva e indietro, non solo sulla banda larga, ma anche in altri settori (per esempio le tariffe del roaming vanno abbassate). Nel frattempo si fa largo l’ipotesi dell’Authority Tlc europea, salutata con favore da Corrado Calabrò. Una Authority Tlc europea dovrebbe puntare sulla piena indipendenza, come già avviene per le banche centrali.

Autore: ITespresso
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