La Ue vara direttiva per proteggere le infrastrutture critiche

Autorità e normativeNormativa

Con questa definizione si intendono tutti quei servizi comprese le varie reti di comunicazione, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni ed enti locali e quelle per la gestione delle emergenze

Dopo un percorso di quattro anni, è stato dato il via libera dal Consiglio dei Ministri Europei di Giustizia e Affari Interni dell ‘Unione Europea del 5 giugno al testo della Direttiva sull’identificazione e designazione delle Infrastrutture Critiche Europee e sulla valutazione della necessità di migliorarne la protezione.

Con questa definizione si intendono tutti quei servizi essenziali per il benessere della popolazione compresi le varie reti di comunicazione, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni ed enti locali e quelle per la gestione delle emergenze.

«La Direttiva espone le misure previste dalla Commissione per garantire la corretta funzionalità delle Infrastrutture Critiche Europee, cioè di quelle infrastrutture il cui eventuale malfunzionamento avrebbe come diretta conseguenza un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini in almeno due Stati Membri dell’Unione Europea», ha spiegato Luisa Franchina, che ha rappresentato il Governo Italiano durante l’iter formativo della direttiva.

In particolare, ha detto Salvatore Tucci, presidente dell’AIIC-Associazione Italiana esperti Infrastrutture Critiche, «la Direttiva indica come settori particolarmente critici, a cui applicare con massima priorità le misure previste nella Direttiva stessa, quelli dell’energia e dei trasporti. L’approvazione della Direttiva testimonia la forte attenzione su questo tema in ambito europeo, sulla scia di quanto è avvenuto già da anni ad esempio negli Stati Uniti». Franchina ha commentato: «La fase di recepimento della Direttiva in ambito nazionale costituisce un’occasione importante per la riorganizzazione di un settore che, nel nostro Paese, allo stato attuale non è regolamentato da una disciplina specifica». Ed ha proseguito sottolineando che «l’implementazione, nella realtà italiana, delle azioni derivanti dalla Direttiva richiederà che sia definito un organismo cui saranno assegnate varie competenze, dal coordinamento e dall’individuazione delle Infrastrutture Critiche Europee situate sul territorio nazionale, alla verifica dell’esistenza di idonee misure di protezione, senza dimenticare la fondamentale funzione di rappresentatività verso la comunità internazionale».

Per questo, ha concluso il presidente dell’AIIC, «ci auguriamo che l’approvazione di questa Direttiva costituisca uno stimolo significativo per dotare finalmente il Paese di un’organizzazione autorevole, strutturata e sinergica con tutte le realtà operanti nell’ambito delle Infrastrutture Critiche, perché la sicurezza dei cittadini passa anche e soprattutto per la prevenzione e per la protezione».

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore