La UE vuole aggiornare regole per la privacy

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L’Unione Europea vuole contemplare la possibilità del “diritto all’oblio” da parte dei cittadini UE. Ed evitare rischi legati alle fughe di dati

La direttiva europea sulla protezione dei dati, varata nel 1995, mostra le rughe. Oggi con un post su Facebook o un Tweet, si può essere rovinati a vita. Anche le fughe di dati del 2011 pesano sulla decisione del la Commissaria europea Viviane Reding, che pensa che sia giunta l’ora di un lifting per la normativa sulla privacy nell’era dei social media.

Il 25 gennaio la UE alzerà il sipario sulla rivista direttiva privacy, con cui siti come Facebook e Google dovranno confrontarsi perché potrebbe cambiare il modo in cui le aziende Internet s’interfacciano con l’informazione degli utenti. Secondo Reuters, le nuove proposte aumenteranno il potere del regolatore e combatterrano le “fughe di dati”, obbligando le aziende a notificare in tempo se dati sono stati trafugati o manomessi.

A fare scuola è il Sony Playstation Network che nel 2011 ha subito 77 milioni di account compromessi. Il commissario Viviane Reding nutre anche preoccuoazioni relative al momdo dei social network (sull’enorme mole di dati che gli utenti immettono su Facebook).

Il tema è quanto mai d’attualità, e la UE vuole intervenire senza perdere tempo, perché in gioco è la privacy di un’intera generazione di nativi digitali.

 

Autore: ITespresso
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