La versione di Bernabè

MarketingNetworkReti e infrastrutture
Nokia Solutions and Networks (NSN) vuole Juniper Networks

Un’intervista al presidente fd Telecom Italia, Franco Bernabè, risponde alle mosse del governo con la Cassa depositi e prestiti (Cdp) in Metroweb

Appena varato l’investimento della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) in Metroweb, non si è fatta attendere la risposta di Franco Bernabè (Telecom Italia). Tempo 24 ore è giunta un’intervista di Bernabè a Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera, in cui propone un’intesa fra l’ex monopolista e la Cdp per lo sviluppo della banda larga, dopo aver ricordato che il maxi debito di Telecom Italia è frutto della costosissima Opa di Colaninno e Gnutti che finì per scaricare costi parziali dell’operazione sulla stessa Telecom. Provocando l’esplosione del debito.

Mi chiedo se per lo Stato sia opportuno fare concorrenza all’operatore privato nelle aree dove tutto è facile e disinteressarsi delle aree difficili, o se invece non sia meglio unire le risorse di Telecom e della Cdp per garantire a tutti un’infrastruttura essenziale“, come la banda larga e ultralarga, ha affermato il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè. Un grande accordo (tra Telecom e la Cdp) direbbe al Paese che il suo establishment ha imparato la lezione della storia e direbbe ai mercati e ai concorrenti globali che qui è finita l’era dei Guelfi e dei Ghibellini“.

Ora la palla passa al governo. E a dirimere la spinosa controversia sarà chiamata l’AgCom, dove si profila la presidenza di Angelo Cardani, vicino da sempre al premier Mario Monti. Per la banda larga, aspettando il Decreto Digitalia, forse inizia una nuova epoca. Il Premier Mario Monti ha promesso che nel corso del prossimo triennio gli investimenti in banda larga e Agenda Digitale, saranno conteggiati fuori dal pareggio di bilancio, il famigerato Fiscal compact.

Sul versante broad band, l’Italia soffre non solo il Digital, ma anche il Bandwith Divide: Eurostat, Akamai, Wef, Ftth, Istat, di nuovo Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco hanno classificato l’Italia fanalino (quasi) di coda in tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga. Dall’ultimo Report di Akamai. datato 30 aprile, l’Italia è 39esima con 3,9 Mbps di media. Senza investimenti in banda larghissima, l’Italia perde 1,5% di PIL.

La risposta di Bernabè a Metroweb
La risposta di Bernabè a Metroweb
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore