La video-inchiesta di Greenpeace sui rifiuti Raee

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Arriva l'1 contro 0 nel ritiro dei RAEE

A sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto sui rifiuti Raee, Greenpeace alza il coperchio sulle discariche dei rifiuti elettronici. Dall’inchiesta emerge che lo smaltimento hi-tech non va nel verso giusto

Il problema dei rifiuti è universale, ma a scivolare sui rifiuti Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) sono anche le catene di elettronica di consumo. Emerge da una videoinchiesta di Greenpeace che denuncia le inadempienze di distributori e istituzioni locali, che avrebbero dovuto farsi cariche dell’e-waste (la cosiddetta spazzatura elettronica).

Il decreto ministeriale, il numero 65 del 2010, impone che smartphone, cellulari, computer, televisioni, lettori Mp3 e fotocamere (elettrodomestici compresi) non funzionanti siano ritirati gratuitamente dai punti vendita secondo la formula dell’uno contro uno. Ma qualcosa non va nel verso giusto.

Il 51% dei rivenditori delle catene intervistati non effettua il ritiro gratuito dei prodotti hi-tech (anche se è obbligatorio), quando si compra un nuovo prodotto. In 31 città italiane e in 107 negozi di elettronica appartenenti alle catene di distribuzione Euronics, Eldo, Mediaworld, Trony e Unieuro (che coprono il 70% del mercato), risulta che: il 60% dei negozi Eldo ritira gratis l’usato, seguiti da Mediaworld, Trony e Unieuro; maglia nera è Euronics dove solo il 45% dei punti vendita adempie agli obblighi di legge.

Il Decreto RAEE, pubblicato il 29 luglio 2005, entrato in vigore il 13 agosto 2005 e diventato attuativo nel novembre 2007, oltre a sancire la raccolta differenziata di tutte le tipologie di Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ha introdotto anche il principio del ritiro “uno contro uno”, diventato realtà solo lo scorso giugno.

Secondo un Rapporto Onu (datato 2010) l’e-waste è in crescita a tripla cifra. Gli Usa sono il maggior produttore di rifiuti elettronici al mondo con 3 milioni di tonnellate all’anno. Segue la Cina, la cui produzione di 2,3 milioni di tonnellate. Entro il 2020 i rifiuti elettronici di Cina e Sudafrica cresceranno del 400% rispetto a quelli scartati nel 2007. In Italia ReMedia ha gestito nel 2009 il riciclo di oltre 60.000 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (Raee).

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Autore: ITespresso
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