La vita italiana al digitale

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La disponibilità della banda larga diffusa e a buon mercato è estremamente importante non solo perché consente una navigazione Internet e uno scambio di posta elettronica più veloci, ma soprattutto perché rende possibili un grande numero di nuove applicazioni, come l’utilizzo di dati, voce e video sulla stessa linea, la realizzazione di postazioni di telelavoro e la videocomunicazione.

Negli ultimi anni il traffico dati è aumentato notevolmente sulle reti di telecomunicazione, tanto che ormai ha superato quello vocale, principalmente a causa della forte diffusione di Internet, che ha facilitato l’evoluzione verso la multimedialità e l’interattività. Le nuove applicazioni richiedono elevate velocità di trasmissione, che sono limitate dalle modeste capacità trasmissive delle reti di accesso, originariamente progettate per la trasmissione della sola voce. Infatti, poiché le attuali dorsali delle reti telefoniche (reti di trasporto) sono in grado di sopportare il traffico a banda larga (broadband), il collo di bottiglia è costituito dalla rete d’accesso: la porzione della rete telefonica che collega la rete d’utente con la centrale telefonica a cui è attestata la rete dell’abbonato. La porzione di rete che serve gli abbonati (subscriber) che gravitano intorno a una centrale telefonica è detta ultimo miglio (last mile) o Local Loop (Ll). Gli accessi a banda larga nell’ultimo miglio si possono realizzare in tre modi: – riutilizzando i cablaggi in rame delle reti telefoniche esistenti grazie a nuove tecnologie che consentono di aumentare la velocità di trasmissione (tecnologie Dsl, Digital Subscriber Line); – realizzando cablaggi in fibra ottica; – realizzando una copertura radio locale. In questo articolo ci occuperemo delle prime due modalità, già ampiamente disponibili commercialmente,mentre la terza, già utilizzata dai grandi utenti, sarà alla portata delle Pmi, dei professionisti e dei privati solo quando saranno disponibili i collegamenti wireless Wi-Max, che in Italia saranno in fase sperimentale ancora per un paio d’anni.

Autore: ITespresso
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