La vita non è un carnevale!

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Marco Davoli, Country Manager Logitech Italia, ama l’armonia nella tecnologia e non sopporta coloro i quali indossano una maschera per alterare la realtà . Lui si definisce un entusiasta, trasparente e, onesto

Intelligentemente curioso, che da piccolo non si accontentava di risposte del tipo: ?lo capirai da grande!’. Oggi, Marco Davoli, Country Manager Logitech Italia, traccia un ritratto di sé senza maschere che, forse per questo, deve combattere contro la trasparenza a volte travisata delle sue affermazioni. Ma non ne fa un cruccio, anzi un punto di forza .

CRN: Chi è Marco Davoli? Un entusiasta convinto fin dall’adolescenza, con il piacere della scoperta .

CRN: C’è qualche difetto che la sta un po’ perseguitando? (una risata, ndr) Probabilmente è ciò che ritengo possano essere i miei pregi ma potrebbero diventare anche delle armi a doppio taglio: a me piace la trasparenza e l’onestà. Ognuno ha la propria testa, il problema diventa poi capire chi si ha di fronte e come possa reagire .

CRN: Quanto è necessario, oggi, nascondersi indossando una maschera? Non è un vantaggio nascondere i difetti con una maschera, ma tutto dipende dalla vita delle persone. Credo sia necessario essere abbastanza forti e acuti per valutare chi si ha di fronte .

CRN: Qual è il pregio che ammira e il difetto che non sopporta negli altri? L’essere molto diretti, a volte, può far male ma permette di instaurare una relazione più profonda, seria e appagante. Quello che non mi piace è incontrare persone che indossano una maschera e alterano la realtà .

CRN: Se dovesse scegliere una o più persone cui dire grazie chi sceglierebbe e perché? Il mondo privato resta privato. Nel mondo professionale non esiste una singola persona cui direi grazie, mi sono sempre trovato con gruppi di lavoro eccezionali, degli insegnanti oltre che capi .

CRN: A chi chiederebbe immediatamente scusa se l’avesse davanti? A qualcuno della mia vita privata . Chiederei scusa per degli atteggiamenti che sono stati letti in maniera non corretta e hanno generato tensioni: se ora potessi tornare indietro non li ri peterei .

CRN: Che tipo di adolescente è stato? Oggi, da adulto, come si vede? Ero un ragazzo che amava divertirsi, ho sempre avuto una spiccata curiosità, chiedevo ai genitori il perché delle cose e pestavo i piedi se nessuno mi dava una risposta o diceva frasi del tipo: ?Lo capirai da grande?. Mi ricorda sempre mia madre che alle scuole elementari, in un momento di mia eccessiva carica di entusiasmo, mi avevano chiuso in uno sgabuzzino per punizione e ho scardinato la porta per poter uscire.

CRN: Per farsi capire ha dovuto rompere molte porte? Dopo non è più stato necessario, ho frequentato il liceo scientifico a Domodossola in un collegio privato di religiosi Rosminiani, che sapevano valorizzare le persone e hanno capito quali fossero i miei punti di forza .

CRN: Quando pensa alla sua adolescenza cosa si sentirebbe di dire agli adolescenti di oggi? Ho la fortuna di avere 4 nipoti che spaziano dai 7 ai 17 anni cui sono molto legato. Secondo me quello che agli adolescenti manca è un po’ il contatto con la realtà, l’avere più amici vicini che stimolino il dialogo e allo stesso tempo dovrebbero stimolare di più la manualità .

CRN: Qual è stato il suo percorso di studi? Dopo il liceo mi sono iscritto per un anno alla facoltà di informatica dell’università di Milano, poi ho lasciato perché ho iniziato a lavorare e contemporaneamente ho fatto un corso privato di analista perché mi piaceva il mondo dell’informatica .

CRN: Quali sono i suoi hobby? Tra le cose che mi piace coltivare quando ho tempo, c’è la cucina .

CRN: Si ricorda qualche aneddoto legato ai suoi hobby? Parlando di cucina, ricordo a sei anni la mia prima maionese fatta a mano . Ancora oggi la preparo nello stesso modo: mi siedo con la ciotola in mano, il bastoncino di legno, l’aggiunta goccia a goccia dell’olio… Mi piace il vino e due anni fa ho fatto un corso di assaggiatore, poi mi aveva sempre appassionato il mondo del volo, complice il fatto che da piccolo abitavo vicino a un aeroporto . Stavo andando in ufficio, ho sentito la pubblicità di un corso di volo e impulsivamente ho girato l’auto e mi sono detto: ? Se le cose non le si fa al volo si perdono!? Sono andato a iscrivermi e dopo un anno e mezzo ho conquistato il brevetto di pilota civile privato .

CRN: Com’è oggi il rapporto con la tecnologia? L’obiettivo è avere il meglio della tecnologia, per quel che mi serve, con oggetti che possano soddisfare le mie esigenze, che abbiano linee essenziali e rientrino in un concetto personale di armonia. Adoro la tecnologia che aiuti a risvegliarmi i sensi e me ne circondo .

CRN: A cosa deve il successo nel suo lavoro? Alla tenacia e all’aggiornamento costante .

CRN: Se non facesse il lavoro che fa cosa le piacerebbe fare? Il pilota di piccoli aerei .

CRN: Se avesse la bacchetta magica e potesse cambiare qualsiasi cosa nel nostro paese cosa farebbe? Cercherei di far avere un atteggiamento positivo delle persone verso la vita.

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