La voce? È una questione di IP

Aziende

La IP Telephony si avvia sulla strada dei servizi multimediali e della collaboration. Intanto fornitori e utenti si interrogano sulla Voice over IP.

Non passa settimana senza che venga annunciata una nuova offerta di servizi di telefonia su IP. La disponibilità diffusa di accessi a banda larga ha creato le premesse di crescita del mercato sia residenziale e che aziendale. Le offerte vengono sia dai grandi carrier nostrani e internazionali sia da piccole aziende o startup pronte ad occupare una finestra temporale di business che viene valutata in pochi anni. Poi quando la rete trasmissiva sarà tutta su IP, e tutta intelligente, saranno i carrier e i grandi Service Provider, che già fin da ora potrebbero fornire voce su IP anche gratuitamente, a dominare il mercato. Già ora non sempre è una buona idea farsi guidare solo dai prezzi della chiamata, visto che la telefonia tradizionale è in grado di proporre tariffari concorrenziali. Il mondo comincia ad essere affollato di utenti appassionati di tecnologia, ma delusi nella qualità da offerte alla Skype, che funziona con collegamenti tra PC con opportuno software collegati tramite Internet. La ragione è tutta tecnologica. Le reti dei carrier che gestiscono la voce sono tradizionalmente reti TDM a commutazione di circuito in cui le risorse sono assegnate già al momento della chiamata e la voce non subisce “ritardi” una volta avuta la disponibilità del sistema alla chiamata, mentre le reti IP, sempre più utilizzate dai carrier anche per il trasporto della voce, sono reti a commutazione di pacchetto con maggiori difficoltà a garantire i livelli di Quality of Service necessari per la voce. Tutto il problema dei Provider dei servizi di voce su IP è di riconoscere nella rete e garantire al traffico voce la più alta priorità. E’ comune l’esperienza dei ritardi della voce durante la conversazione. La tecnologia “emergente” che sta dando la spinta alla voce su IP è il Session Initiation Protocol, uno standard che controlla il setup delle sessioni di voce, video e messaggistica istantanea su IP. Nato come protocollo di comunicazione in tempo reale per la voce su IP, il SIP si è esteso alle comunicazioni video e di instant messaging. Uno dei punti di forza del protocollo SIP è di aver migliorato l’interoperabilità delle apparecchiature di telefonia su IP, fornendo inoltre altre caratteristiche più avanzate rispetto agli standard precedenti come l’H.323 o altri protocolli proprietari di VoIP. Per la voce il protocollo svolge sostanzialmente le stesse funzioni del protocollo SS7 (Signaling System 7) nella telefonia standard e dell’H.323 o Media Gateway Control Protocol nella telefonia IP. Il modello SIP per la telefonia riversa tutta l’intelligenza per l’inizializzazione della chiamata nel terminale SIP o nel software nel PC che controlla voce e messaggistica istantanea. Questo software funziona così in modalità peer to peer con gli altri dello stesso tipo. Questo modello è profondamente diverso da quello della telefonia tradizionale o H.323 in cui i telefoni erano “stupidi” e l’intelligenza per l’elaborazione della chiamata risiedeva nello switch o nel server centrale. In linea di massima tutti i telefoni basati su SIP possono lavorare insieme utilizzando su PC un client di comunicazione come ad esempio il Windows Messenger in ambiente Windows XP. Sono poi assicurate le funzionalità dei PBX tradizionali: caller ID, conferenza e comunicazione tra interni.Va ricordato che le prime applicazioni di voce su IP erano solo monodirezionali: si poteva chiamare un telefono convenzionale, ma non esserne richiamati. Ora però questi problemi, e anche i problemi di qualità della voce, sono in via di risoluzione. Al di là delle tariffe, però, una piccola azienda potrebbe essere tentata dai nuovi servizi resi possibili dalla voce su IP. Ad esempio non è difficile dotarsi di un servizio alla Centrex senza far uso di un centralino PBX tradizionale in cui ogni dipendente sia dotato di un telefono IP collegato alla rete locale. I vantaggi diventano evidenti se si immagina che ogni chiamata può essere dirottata su qualsiasi connessione Internet e quindi su qualunque persona “fuori ufficio”. Se poi l’azienda ha un’ organizzazione sempre più “distribuita e virtuale” e i dipendenti lavorano anche a casa o in diversi uffici diffusi nel territorio i vantaggi diventano evidenti per tutti. Ma ci sono dei “ma” che vanno ben valutatati. Le prestazione dei sistemi di VoIP dipende strettamente dalla qualità della connessione Internet. Pochi secondi di interruzione di solito non sono un problema per i servizi dati, ma lo sono per le conversazioni telefoniche. Come spiega Luca Spada, CEO di NGI, provider di servizi VoIP per utenza aziendale e residenziale (Squillo): “L’utilizzo di una connessione ADSL deve essere adeguata per non limitare il numero delle telefonate in ingresso. Per aumentare la qualità delle telefonate è consigliabile che l’utente si doti di una tecnologia a bassa latenza presso un provider che fornisca un servizio con tempi di latenza garantiti”. La latenza è data dai tempi di attraversamento dei pacchetti IP, ad esempio tra il centralino VoIP e il provider, e genera il noto “talker overlap” che si avverte come eco nelle connessioni ADSL di tipo interleaved non configurate in modalità fast e in cui la voce non ha la priorità sui dati. Questo nonostante la voce occupi solo poca banda, attorno ai 50 kbps. Molta attenzione deve essere rivolta all’alimentazione elettrica. Questo non è un problema con linee convenzionali, che continuano a funzionare, ma con il VoIP un sistema di battery backup è essenziale a protezione della LAN. Un altro problema, che però è in via di soluzione, è quello dei numeri per le chiamate di emergenza. Una chiamata convenzionale ai servizi di emergenza oltre a dover disporre di una priorità più elevata fornisce tramite la rete telefonica indicazioni per la localizzazione del telefono, fisso o mobile, che ha chiamato. Gestire le priorità in rete IP non è un problema banale. Per ovviare a questo ed altri problemi alcuni fornitori propongono la voce su IP come estensione dei propri PBX tradizionali. Ma in questo caso è bene fare una valutazione dei costi di questa estensione. Network News ha chiesto a Gianluca Ferrè, Business Development manager per le IP Communications di Cisco, di raccontare le sue opinioni sui trend del nostro mercato: “La totalità degli analisti di mercato è oggi concorde nell’affermare che la domanda di soluzioni VoIP e di IP Telephony sta crescendo in modo esponenziale”. Synergy Research ha stimato che già oggi oltre un terzo dei sistemi telefonici venduti alle aziende nel mondo è basato su tecnologia IP e prevede che nel 2008 il 90% dei centralini sarà IP. IDC individua un tasso di crescita anno su anno in Europa a doppia cifra, dato che in Italia si attesta attorno al 50%. “Per quanto riguarda il mercato italiano ? prosegue Ferrè – abbiamo assistito ad una maturazione della domanda che, nel corso degli ultimi anni, è passata da una fase in cui la maggior parte degli sforzi era dedicata alla valutazione dell’affidabilità, dei servizi e della funzionalità dei sistemi, ad un periodo in cui le aziende hanno compreso appieno il reale valore derivante dai servizi convergenti e per tale motivo hanno iniziato ad effettuare investimenti considerevoli e continuativi in soluzioni oggi offerte dai principali attori del mercato. Le aziende multisede rappresentano la categoria di utenza più interessata ad adottare soluzioni VoIP, per il vantaggio economico immediato ottenuto instradando le chiamate fra le sedi remote sulla rete IP aziendale e per la possibilità di gestire centralmente telefoni e servizi remoti”. Si apre qui il vasto tema cui vogliamo solo accennare dell’estensione dei servizi ottenibili anche a partire dalla combinazione di voce e IP. Secondo Ferré, clienti di ogni tipo ottengono oggi sensibili risparmi economici operativi ed incrementi di produttività derivanti dall’adozione delle nuove applicazioni convergenti: mobilità e telelavoro, flessibilità di accesso alle comunicazioni, razionalizzazione dei messaggi (unified messaging), migliore comunicazione e collaborazione (videotelefonia, richmedia conferencing), virtualizzazione dei Contact Center multicanale e distribuiti sul territorio, accesso alle applicazioni Internet/Intranet direttamente dai telefoni. Sui trend tecnologici e sulle spinte che registra il mercato verso le nuove soluzioni di IP Telephony concordano con quelle di Ferré anche le opinioni che ci ha espresso Roberto Zuccolin, direttore Marketing & Communication di Italtel: “Il trend verso le reti IP, oggi, e le cosiddette Next Generation Networks, è ormai irreversibile. Quindi il VoIP, in termini di telefonia privata su protocollo IP, sta passando da tecnologia emergente a reale soluzione di business. La sua adozione cresce via via che vengono dimostrati i vantaggi economici (azzeramento dei costi legati al traffico voce onnet), viene semplificata l’erogazione e la manutenzione del servizio (gestione centralizzata della riconfigurazione degli utenti), viene valorizzata la possibilità di ottimizzare le infrastrutture e di fruire di nuove applicazioni, gestendo in modo integrato voce, dati e immagini”. I dati a disposizione di Italtel evidenziano che il mercato italiano di sistemi IP PBX mostra un trend molto positivo, con un tasso di crescita medio annuo per il periodo 2004- 2008 pari al 36,8%, più elevato di quello medio europeo. Secondo Zuccolin, essi testimoniano la necessità di recuperare un relativo ritardo di avvio, ma con la possibilità di recuperare il tempo perduto adottando da subito soluzioni tutte su IP:”C’è una forte attesa di crescita soprattutto per le soluzioni pure (IP based) rispetto a quelle ibride (gestione mista connessioni IP e connessioni PSTN): le prime saranno prevalenti a valore già dal prossimo anno”. Esistono settori industriali più ri- cettivi di altri. La domanda di sistemi IP PBX trova maggiore interesse in alcuni segmenti verticali come l’Industria, la Finanza e in alcuni comparti del settore pubblico, nonché nella fascia dimensionale delle aziende tra i 200 ed i 1000 addetti, con sedi distribuite sul territorio. Ma c’è anche spazio per carrier e Service Provider. Molto significativa risulta anche la propensione delle imprese verso uno scenario nuovo nel quale il servizio viene completamente affidato in outsourcing agli operatori di telecomunicazioni, che diventano i gestori globali del traffico e dei servizi di IP Telephony. A questo riguardo Zuccolin ricorda che “i Service Provider diventano così i principali attori nell’erogazione di servizi con garanzia di elevata qualità, secondo due principali modalità: Hosted IP PBX, con gli apparati dedicati all’impresa gestiti all’interno della rete del Service Provider, e Managed IP PBX, con gli apparati presso le sedi dell’impresa che vengono remotamente gestiti dal Service Provider”. La parola passa a Paolo Lossa, country manager di Alcatel Enterprise Solutions Division, la divisione di Alcatel per i prodotti per le aziende, che prevede un futuro sbocco nella messaggistica unificata delle attuali soluzioni di VoIP: “La richiesta di soluzioni VoIP è sicuramente in forte crescita, grazie soprattutto all’estensione dell’infrastruttura IP, oggi disponibile anche per piccole e medie imprese, oltre che per le tradizionali grandi aziende. Questa disponibilità di banda si prevede possa accelerare il processo di introduzione della telefonia su IP già a partire da questo anno e sicuramente per tutto il prossimo biennio. L’aumento del numero degli utenti di soluzioni di telefonia su IP permetterà finalmente l’introduzione e la reale crescita delle applicazioni di comunicazione quali per esempio l’unified communication. Si tratta di applicazioni in grado di contribuire all’ottimizzazione dei processi, integrando tecnologie e controllando il Total Cost of Ownership, e conseguentemente all’aumento di produttività delle aziende. “Un punto di osservazione ancora più sbilanciato verso l’adozione dei sistemi IP in telefonia è quello di Roberto Orsi, direttore commerciale di Selta Telematica. “Il mercato VoIP non è più una prospettiva: è una realtà”, ci ha dichiarato Orsi, che così prosegue:”Prova ne sia il fatto che un produttore come Selta, quindi un’azienda di estrazione telefonica, oggi consegni già circa il 20% dei propri sistemi con configurazione IP-enabled configurata in modo nativo. Tutta l’offerta di Selta offre funzionalità orientate all’IP in modo diversificato proprio per accompagnare esigenze diverse delle aziende, da chi desidera solo connessioni VoIP tra sedi remote a chi chiede la più completa integrazione all’insegna dell’IP Telephony, a chi vuole una piattaforma unificata voce e dati. La flessibilità, al protezione dell’investimento, la libertà di scelta e il supporto degli standard saranno fondamentali per lo sviluppo di questo mercato in Italia”.

Autore: ITespresso
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