L’abc di Aitech-Assinform

Aziende

Ennio Lucarelli, neo presidente dell’associazione, racconta a Vnunet gli obiettivi del nuovo gruppo di lavoro

Utilizzare al meglio il mercato informatico che in Italia è già presente, sensibilizzare la domanda delle imprese ed evitare di stare solo a guardare il ‘treno dei cambiamenti’ in transito. Queste, in sintesi, sono solo alcune delle considerazioni che Ennio Lucarelli, neo presidente dell’associazione Aitech-Assinform, ha rilasciato a Vnunet. “Tutti sono ormai convinti che bisogna fare più innovazione e più ricerca nel nostro Paese – dice Lucarelli – serve far crescere il sistema di imprese per migliorare l’offerta e fare palestra per consentire all’Italia di poter gareggiare con l’estero e pescare in mari anche più pescosi, come per esempio la Cina e altri paesi del Mediterraneo che potrebbero diventare partner. Un secondo problema da affrontare – spiega Lucarelli – è quello di utilizzare meglio il mercato della tecnologia, che in Italia c’è, e sensibilizzarne la domanda. Dopo di che, non farci passare sotto il naso il treno dell’innovazione perchè oggi ci sono una serie di nuovi studi scientifici che stanno interessando l’informatica. Su quel treno dobbiamo salire e far emergere le idee un po’ come siamo riusciti a rendere al meglio nell’ambito dell’informatica legata alla telefonia mobile”. Come fare, allora, potenziare la domanda di informatica? “Da un lato evitando alcune anomalie italiane come la presenza crescente di aziende pubbliche che offrono servizi di mercato alla pubblica amministrazione. Poi – spiega Lucarelli – il tema delle Pmi. In Italia sono importanti ma, allo stesso tempo, hanno un limite nella loro dimensione. Se la domanda degli utenti è molto frazionata, la tecnologia che può essere sviluppata sarà altrettanto modesta. Invece, se fosse organizzata porterebbe a investimenti mirati e consentirebbe una crescita tecnologica matura”. Quali saranno le prossime mosse della neo associazione? “Verificare con tutti i soci il programma. Realizzare un piano di politica industriale che sia basato sui numeri in gioco e non sulle impressione. Infine un impegno verso l’estero”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore