L’addio di Ray Ozzie dà la sveglia a Microsoft

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Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer ha detto che Ray Ozzie, successore di Bill Gates e architetto del cloud computing di Microsoft e di Windows Azure, non sarà sostituito, ma Craig Mundie ne erediterà il lavoro. Fari puntati su Bill Gates

Mentre Apple annunciava la trimestrale dei record da oltre 20 miliardi di dollari, oltre i 16 miliardi dell’ultima trimestrale di Microsoft, nell’arcirivale colosso di Redmond si consumava la partenza del 54enne Ray Ozzie, erede di Bill Gates. A 50 anni Bill Gates aveva deciso che si sarebbe dedicato alla filantropia a tempo pieno, lasciando il posto di Chief software architect a Ray Ozzie, impegnato nell’innovazione Windows Azure, a rinnovare Windows Live e soprattutto a offrire a Microsoft una visione nel Cloud computing, inaugurata con Live Mesh e proseguita con Azure. A inizio carriera Ozzie aveva inventato il client email Lotus Notes.

L’addio di Ray Ozzie da Microsoft, in un momento di svolta per il mercato Pc (mentre cloud computing, tablet e smartphone incalzano e stanno spostando il baricentro dall’era Pc-centrica all’era del Mobile), è innanzitutto un messaggio allo Chief Executive Officer, Steve Ballmer. Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer ha detto che Ray Ozzie, erede di Bill Gates, non sarà sostituito. A raccogliere le redini del lavoro di Ozzie sarà Craig Mundie, Chief Research and Strategy Officer in Microsoft.

Ma a questo punto in Microsoft è un’emorragia di talenti? Prima dell’addio di Ozzie, ci sono stati l’addio di Robbie Bach, J Allard, e la nomina di Stephen Elop (ex top manager di Microsoft) a Ceo di Nokia; prima avevano lasciato Microsoft Kevin Johnson, platforms and services chief, e lo Chief Financial Officer Chris Liddell.

Ozzie è l’architetto del passaggio dal software su desktop al software e computing su Internet nelle nuvole del “cloud computing”. Gli occhi del mondo hi-tech sono puntati su Bill Gates, l’Henry Ford del software e il guru della lotta alla pirateria a favore del software proprietario: il suo contraltare Steve Jobs in Apple, cacciato oltre 13 anni fa, “sentì il richiamo della foresta” e tornò, riportando Apple ai fasti di oggi. Un addio diventa un arrivederci, per un ritorno di fiamma dopo qualche anno? Vedremo. Quando Bill Gates andò in “pensione” da Microsoft affermando: “Questo non è un ritiro, ma un riordinamento delle mie priorità ”; sottolineava: “L’azienda è forte quanto mai. Microsoft continuerà a svolgere un ruolo importante come negli ultimi 30 anni”. Ma oggi, nonostante il lancio di Windows Phone 7, ci si chiede se le parole di Gates siano ancora attuali.

Reuters riporta l’analisi di Morningstar: da quando Bill Gates ha lasciato, Google ha preso il largo nella ricerca online, Apple ha reinventato gli smartphone con iPhone e reinterpretato i tablet con iPad, la prima “minaccia” al mercato Pc.

Ray Ozzie e Steve Ballmer a D8
Ray Ozzie e Steve Ballmer a D8
Autore: ITespresso
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