L’AgCom non vuole mettersi il cappello da cyber sceriffo

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Secondo l’AgCom, la pirateria via Peer to peer (P2p) è in calo: dal 40% del 2007 al 19% del 2009. Ma Corrado Calabrò punta il dito contro i motori di ricerca

Corrado Calabrò, presidente dell’AgCom, dopo aver dato lo scossone definitivo alla prima versione del Decreto Romani, rifiuta di diventare sceriffo del Web, pur essendo consapevole che una riforma del diritto d’autore serve. “L’Autorità non aspira a diventare lo sceriffo di Internet come qualcuno ha paventato, né questo sarebbe semplicemente possibile” ha detto Calabrò.

“Un’efficace strategia di tutela del diritto d’autore non può prescindere dall’istituzione di adeguate forme di cooperazione con tutti i soggetti coinvolti della filiera – ha aggiunto il presidente dell’AgCom – con gli Internet Service Provider in particolare”.

Ma, secondo l’AgCom, la pirateria via Peer to peer (P2p) è in calodal 40% del 2007 al 19% del 2009.

Ma l’AgCom guarda ai motori di ricerca nella tutela del copyright: “L’utilizzazione gratuita della Rete consentita dai grossi motori di ricerca non solo sottrae introiti legittimi agli autori di contenuti e agli operatori di telecomunicazione – ha concluso il presidente di AGCOM – ma scoraggia altresì i forti investimenti che sarebbero necessari per sostituire il rame con la fibra”.

Autore: ITespresso
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