L’AgCom studia le contromosse contro il rincaro tariffe cellulari

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La stangata autunnale è partita dalla telefonia mobile: le tariffe ritoccate sarebbero rialzate del 300%. Per ottobre, l’AgCom metterà a punto un sito, per confrontare le principali tariffe mobili, e porre fine all’attuale giungla

Secondo il Magazine, l’inserto del giovedì del Corriere della Sera, i conti non tornano. Ci sarebbero rialzi superiori nelle tariffe cellulari , con punte del 300%.

Per Vodafone, i ritocchi sarebbero così ripartiti: aumento del 60% per lo scatto alla risposta (da 10 a 16 centesimi), ma del 160% (da 0 a 16 centesimi) per chi aveva un profilo Vodafone al Secondo; quando la chiamata cade dopo dieci secondi, ora bisognerà pagarne comunque 30. In compenso il costo degli Sms è calato del 20%.

Per Tim, i rialzi sono invece così pianificati: il costo della chiamata al minuto (se non si attiva la vitamina), è lievitato del 300% (da 1 a 4 centesimi); il costo della “vitamina” per gli utenti di Tim Tribù Old 1 cent, ha avuto un rincaro del 300% (da 25 centesimi a 1 euro).

In confronto, il passaggio obbligato da Wind 10 a Wind 12 , un anno fa, fu meno oneroso: lo scatto alla risposta aumentò del 6,67%, mentre il costo della chiamata al minuto del 20% e degli Sms del 50%.

La soluzione ai rincari? Complessa. Secondo la Legge Bersani , gli utenti possono recedere senza penali e senza perdere il credito residuo della ricaricabile. Gli operatori mobili virtuali (Poste, Coop, Carrefour, BT, presto Fastweb) offrono alternative interessanti.

Alla giungla tariffaria, l’AgCom vuole porre un freno: l’Authority sta lavorando a un sito, sulla falsariga dei Patti Chiari per le banche: il punto è permettere agli utenti di poter confrontare le principali tariffe offerte sulla base dell’utilizzo del cellulare.

Autore: ITespresso
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