L’AgCom vuole la larghissima banda

NetworkReti e infrastrutture

Al settimo Forum sulle telecomunicazioni il Presidente Corrado Calabrò parla di Digital Divide, banda larga e Internet superveloce

Solo pochi giorni fa Fastweb ha affermato al Corriere della Sera che entro il 2008 offrirà il collegamento a 100 Megabit al secondo a famiglie e imprese raggiunte dalla sua fibra ottica.

Nei giorni precedenti l’ AgCom aveva denunciato per l’ennesima volta lo stato dell’arte del Digital divide italiano e il fatto che l’Italia è in mega ritardo sul treno della larghissima banda.

Oggi il Presidente di AgCom Corrado Calabrò ripete il concetto al settimo Forum sulle telecomunicazioni: “L’Italia e’ in ritardo non solo in termini di diffusione ma anche di qualita’ delle connessioni broad band. Da noi, infatti, come rileva una recente analisi internazionale, solo il 27% degli utenti dichiara di avere connessioni con capacita’ di banda superiori ai 4 mbps“.

Non solo abbiamo un pauroso divario digitale, ma anche una banda larga di serie B. L’habdicap italiano risiede nelle infrastrutture e nelle politiche:

In alcuni segmenti l’assetto del mercato puo’ e deve migliorare ancora di piu’: l’accesso da postazione fissa e’ sicuramente il nodo piu’ spinoso su cui l’Autorita’ sta lavorando con un procedimento in corso che ridisegnera’ la regolazione dei mercati, sia wholesale che retail. Intendiamo continuare a procedere migliorando ulteriormente le condizioni di accesso alla rete locale di Telecom Italia“.

Per internet superveloce l’AgCom chiede un balzo in avanti: secondo Calabro’ “pesa drammaticamente la pregressa assenza di infrastrutture alternative, il cavo soprattutto. Cio’ non solo determina la dipendenza di tutto il settore dell’unica rete locale, peraltro in rame, dell’incumbent, ma tende anche a scoraggiare gli investimenti nelle reti di nuova generazione. La situazione infrastrutturale non rappresenta quindi solo un fardello iniziale ma rischia di porre anche una ipoteca sul nostro futuro dell’industria e delle telecomunicazioni e sullo sviluppo dell’intero sistema economico”.

L’Authority vuole coniugare “l’innovazione con la concorrenza e non barattare la prima con la seconda”.

Autore: ITespresso
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